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Attualità | 17 agosto 2022, 18:00

Pegli, il progetto del porticciolo di nuovo per aria. “Che cosa intende fare il Comune?”

Interrogazione con richiesta di risposta scritta da parte del consigliere comunale Filippo Bruzzone, dopo che Palazzo Tursi ha ricevuto una condanna dal Tar con conseguente pagamento delle spese legali

Pegli, il progetto del porticciolo di nuovo per aria. “Che cosa intende fare il Comune?”

Dopo la recente sentenza da parte del Tar Liguria che blocca nuovamente il progetto per il nuovo porticciolo di Pegli e per il collegamento tra il lungomare della delegazione e la Fascia di Rispetto di Pra’, si muove la politica.

Il consigliere comunale della Lista Rossoverde, Filippo Bruzzone, capogruppo in Sala Rossa, ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, per capire quali passi intenda ora intraprendere il Comune di Genova, visto che è proprio la Civica Amministrazione a essere stata condannata dal Tar.

Nel testo del suo documento, Bruzzone ricorda che “dal 2003 si discute di realizzare una struttura dedicata alla nautica da diporto nell’area compresa tra Castelluccio e il Risveglio di Pegli. In data 1° agosto 2022 è stata pubblicata la sentenza 00661/2022 della sezione seconda del Tar Liguria contenente un pesante giudizio di violazione dell’iter amministrativo, con la conseguente condanna del Comune di Genova alle spese processuali, soprattutto per, si cita, ‘patente violazione dei principi di imparzialità e parità di trattamento in materia di procedure concorrenziali’”.

Alla luce di questo, il consigliere comunale chiede “quali siano le intenzioni della Giunta Comunale a seguito della sentenza”. E aggiunge: “Da anni si discute se fare, come fare, quando fare, un porticciolo nell’area di Pegli Lido tra il Castelluccio e il Risveglio. Il Tar ha bocciato in tronco il procedimento avviato dal Comune di Genova. A quanto pare, il Comune aveva scelto il progetto valutato meno favorevolmente, per poi modificarlo con gli elementi di pregio del progetto concorrente. Al di là della cosa credo gravissima, il Comune è stato condannato a sostenere le spese, ovviamente con i soldi nostri: oltre al danno, la beffa. Per questi motivi, visto che in queste settimane il Consiglio Comunale non si riunisce, ho preparato un’interrogazione a risposta scritta per sapere cosa voglia fare il Comune alla luce di questa sentenza. Il porticciolo si fa o no? E come?”.

L’origine di tutto è l’ormai ‘antica’ guerra giudiziaria tra i due soggetti che intendono portare avanti questo progetto: Porto Pegli srl da una parte e Bagni Castelluccio srl dall’altra. È una contesa che inizia nel lontano 2003 e che si è protratta sino ai giorni nostri, con l’ultima puntata che è andata a favore di Porto Pegli srl e che rappresenta un altro blocco in questo faticosissimo iter.

Quando ormai la gara sembrava essere risolta in favore di Bagni Castelluccio, ecco che invece è giunta la sentenza del Tar Liguria che accoglie il ricorso di Porto Pegli, dichiara irregolare la procedura pubblica indetta dal Comune di Genova e condanna l’amministrazione comunale al pagamento delle spese processuali per una cifra di tremila euro.

La sentenza è firmata dai magistrati Luca Morbelli (presidente), Paolo Peruggia e Richard Goso (consiglieri) e contiene elementi di giudizio molto forti rispetto soprattutto all’ente pubblico che avrebbe dovuto gestire la gara: vale a dire Palazzo Tursi.

Secondo i giudici del Tar, infatti, l’allora assessore comunale all’Urbanistica, Simonetta Cenci, avrebbe preso decisioni in maniera autonoma, e non a livello collegiale: “Ha indebitamente manifestato la volontà dell’ente a tale riguardo, sostituendosi agli organi muniti di competenza in materia”, si legge nella sentenza.

Ma soprattutto, il Comune avrebbe scelto “in patente violazione dei principi di imparzialità e parità di trattamento in materia di procedure concorrenziali, il progetto valutato meno favorevolmente, ma modificato in melius d’ufficio attraverso il recepimento, sotto forma di prescrizioni, dei pregi del progetto concorrente”.

Vale a dire che Tursi scelse il progetto di Bagni Castelluccio, contrariamente a quanto indicato dalla Regione Liguria il 5 agosto del 2020, e poi vi inserì gli elementi migliorativi del progetto concorrente, ovvero quello di Porto Pegli. Ancora, secondo il Tar, “non è stata valutata la macroscopica differenza di valore economico tra i due progetti. Il Comune avrebbe dovuto invitare alla conferenza di servizi anche il Ministero dell’ambiente. Il Municipio territorialmente interessato non è stato coinvolto nel procedimento. La relazione urbanistica sarebbe inficiata da errori di calcolo delle superfici agibili per i servizi alla nautica e per ulteriori dotazioni nelle aree richieste in concessione”.

E ora? Il Comune dovrà valutare se ricorrere al Consiglio di Stato, oppure se far partire nuovamente una gara soffertissima e comunque con ormai scontati colpi di scena. Intanto, la zona di fronte a Pegli Lido è sempre più oggetto di degrado. Stesso discorso per la zona del Risveglio.

Alberto Bruzzone

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