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Municipio Levante | 15 settembre 2022, 07:20

Bogliolo traccia il futuro di Nervi: “Alla ztl affianchiamo un progetto di rigenerazione urbana, la piscina? Necessaria per tutto il levante”

Intervista al presidente del Municipio Levante, dal problema sicurezza a quello viabilità: “Pronti al dialogo con i cittadini”

Bogliolo traccia il futuro di Nervi: “Alla ztl affianchiamo un progetto di rigenerazione urbana, la piscina? Necessaria per tutto il levante”

E' da pochi mesi presidente del Municipio Levante, dopo due mandati, uno all'opposizione e uno come vice presidente. Federico Bogliolo, avvocato, classe 1992, è stato eletto tra le fila del centrodestra e da subito si è trovato di fronte a un problema legato alla sicurezza a Quinto e a Nervi, dove per diverse settimane si sono verificati episodi di violenza dovuti anche alla difficile convivenza tra gli abitanti e alcuni minori non accompagnati ospiti del Sacro Cuore di Nervi, che entro il 30 settembre lasceranno la struttura. 

Gli episodi – racconta nell'intervista rilasciata a La Voce di Genova - si sono attenuati da quando abbiamo aumentato il presidio delle forze dell'ordine a Quinto, dove ogni sera c'è una pattuglia di polizia, polizia locale o carabinieri. È partito un dialogo con l'assessorato e con la prefettura, a seguito del quale siamo venuti a conoscenza del fatto che alcuni soggetti, alcuni di questi ospitati a Nervi non erano soggetti adatti a un percorso di reinserimento e recupero sociale. Questi fatti uniti alla circostanza che, come ci è stato comunicato dall'assessore, la struttura di Nervi non è adatta per una permanenza duratura, ma soltanto per una situazione emergenziale, è stato deciso di trasferirli dal 30 settembre, probabilmente in altre regioni.  La struttura non è adatta perché ci sono spazi difficilmente presidiabili e perché una parte dell'immobile si trova a piano terra, dove secondo le indicazioni di prefettura e ministero non possono stare perché è possibile che scappino, come effettivamente è successo. Quando arrivano bisognerebbe iniziare un percorso tra Comune, Regione, Asl, Procura e Tribunale dei minori per disciplinarne la quotidianità e per trovare la possibilità di un inserimento sociale. Il problema è che ne sono arrivati tanti e non si è riusciti ad attivare questo meccanismo. Da qui è nata la difficoltà, vista la mancanza di strutture e di associazioni”.

Gli episodi di violenza sono riconducibili esclusivamente a questi giovani?

No, si sono uniti fenomeni di microcriminalità non solo legati a questi ragazzi. Onestamente solo una minima parte di loro poneva in essere questi atteggiamenti, tanto è vero che quando tre o quattro sono stati portati via dalle forze dell'ordine gli episodi sono diminuiti drasticamente. C'erano purtroppo alcuni personaggi che non vedevano altro se non uscire da lì e delinquere”.

Per quanto riguarda San Desiderio?

Lì grossi problemi di ordine pubblico non ne abbiamo avuti, se non segnalazioni sul fatto che non mettono la mascherina sugli autobus, che sull'autobus ascoltano la musica ad alto volume, queste però sono ragazzate che non possiamo additare a episodi di criminalità. Per quanto riguarda San Desiderio ho comunque deciso di organizzare un incontro in municipio con tutti i capigruppo, quindi maggioranza e opposizione, per cercare di elaborare un documento condiviso da proporre all'assessore Lorenza Rosso, per coinvolgere i ragazzi nella vita di tutti i giorni, quindi nelle giornate di volontariato, negli sfalci dei marciapiedi, opportunità per i ragazzi stessi perché magari se lavorano bene trovano anche lavoro presso le ditte specializzate”.

La collaborazione con la minoranza si allarga anche ad altri aspetti del suo mandato?

Io l'ho detto sin dal principio: essendo stato consigliere d'opposizione so che la cosa gratificante e utile è quella di lavorare tutti insieme, perché le decisioni non può prenderle solo la giunta, né solo una commissione, né solo una maggioranza, ma vanno prese di comune accordo, questa è una cosa a cui tengo particolarmente”.

Comune e Municipio sono però stati criticati proprio sulla mancata condivisione nel progetto sulla ztl.

In realtà l'amministrazione ha organizzato più incontri, uno con l'allora vice sindaco Stefano Balleari, due con l'assessore alla mobilità Matteo Campora. È passato così tanto tempo da quando è nata l'idea di limitare il traffico, ovvero post Euroflora 2018 a quando è stato fatto proprio perché è stata ascoltata la cittadinanza, proprio perché sono state palesate diverse criticità, e anche quando è partita la ztl abbiamo apportato diversi cambiamenti che sono frutto di segnalazioni fatte dai cittadini: ci hanno chiesto di rimettere il capolinea del 515 a Nervi e lo abbiamo fatto, ci hanno chiesto di farlo arrivare fino a Quinto e lo abbiamo fatto e valutiamo se portarlo a Quarto e a Sturla come chiedono in molti. Siamo tuttora disponibili, lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo ripetiamo ora, la nostra idea è quella di riunire tutto il tessuto nerviese, quindi cittadini, commercianti, comitati pro e contro, e cercare di trovare una quadra per cercare di migliorare questa ztl, fare qualche piccolo passo indietro o in avanti. Vogliamo ascoltare quello che ci dicono e mettere una parola fine a questo provvedimento, per definirlo una volta per tutte e far sì che non rimanga un ibrido sperimentale”.

La ztl è propedeutica a un altro grande obiettivo, che è quello sulla rigenerazione urbana.

Su questo abbiamo fatto elaborare agli uffici della direzione urbanistica un progetto. La viabilità deve essere affiancata a un rinnovamento globale del quartiere, quindi il progetto di rigenerazione riguarda il rifacimento della pavimentazione stradale, dei marciapiedi, l'inserimento di segnaletica turistica, il miglioramento di tutta la segnaletica, panchine, fioriere e illuminazione, un intervento da quasi 4 milioni di euro. L'idea di questo progetto che è già in fase molto avanzata è quello di affiancare un piano di sostenibilità per il traffico nerviese a questo miglioramento estetico. Lo scopo è quello di avere un quartiere vivibile, sostenibile, con una viabilità condivisa”.

A proposito di viabilità c'è un problema relativo al semaforo sull'Aurelia e le lunghe code che genera.

Su quei semafori abbiamo lavorato molto, l'oggetto è la sincronizzazione dei tre impianti che sono quello in cima a via dei Vassalli, il semaforo di via Campostano e quello di via Vosgi. Il primo è un semaforo a chiamata, quindi molto difficile da sincronizzare. Il problema è che l'automobilista che arriva a Bogliasco si ferma al semaforo di via dei Vassalli, e quando questo diventa verde, dopo pochi metri trova rosso quello di via Campostano e per quello si genera la coda. Sincronizzando i due semafori, togliendo la chiamata su quello di via dei Vassalli, si riduce drasticamente il traffico”. 

Se pensiamo a un progetto di punta della passata amministrazione non si può non nominare il porticciolo, che non è ancora concluso.

Siamo più o meno al 35-40 per cento dei lavori. La darsena è finita, mancano ancora tre progetti, uno di questi finirà tra circa una settimana ed è l'adeguamento dell'alveo e degli argini del torrente Nervi che diventa un canale di mare navigabile quasi fino al ponte romano. Questo ha una valenza sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista della sicurezza. In questi giorni si vede il mare che comincia a guadagnare terreno, è un bel colpo d'occhio.



Il terzo intervento riguarda l'adeguamento della banchina di ponente che verrà ampliata per consentire una maggiore accessibilità alle imbarcazioni. Ultimo intervento è la realizzazione del pennello, ovvero un prolungamento del molo verso punta Chiappa che bloccherà l'insabbiamento del porticciolo causata dai venti di libeccio e mezzogiorno. So che qualcuno ha criticato il fatto che questi interventi siano stati fatti d'estate, ma non si può fare lavorare una chiatta con il mare grosso, è un piccolo sacrificio a fronte di un grandissimo e importantissimo benessere finale
”.

C'è un progetto che però è bloccato e riguarda la piscina di Campostano.

C'era stato un bando di gara attraverso il quale veniva chiesto a un soggetto privato di individuare delle aree dove realizzare un impianto natatorio. L'amministrazione aveva valutato l'area di Campostano, di proprietà privata, il cui proprietario aveva dato la propria disponibilità. Tuttavia è sorto un problema perché sotto l'area si trova una galleria di proprietà del Demanio, che ha avviato un dialogo con il privato per capire se ci sia la fattibilità di una eventuale cessione di proprietà. Proprio per questo il progetto è arenato. So che l'amministrazione nel frattempo ha vagliato altre possibilità, come Municipio siamo in attesa di confrontarci per capire se si sia trovata una quadra o meno. In termini generali, lo dico da sportivo, è vero che Nervi ha la Gropallo che lavora tanto ed è bella, è una piscina che ha una valenza sociale, però secondo me sarebbe molto utile per tutto il levante avere una piscina in cui svolgere attività agonistica. Credo molto nella realizzazione di questo impianto a levante e se potrò fare qualcosa lo farò”.

Francesco Li Noce


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