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Municipio Ponente | 18 novembre 2022, 14:26

Ca’ Nuova, la biblioteca ‘Firpo’ rischia di chiudere per un errore del Comune

È uno degli ultimi baluardi (e anche degli ultimi servizi) rimasti nel quartiere popolare conosciuto anche come Cep. Ma l’amministrazione si è vista bocciare il piano antincendio dai Vigili del Fuoco e ora i gestori sono fortemente allarmati

Ca’ Nuova, la biblioteca ‘Firpo’ rischia di chiudere per un errore del Comune

Mancano il medico di famiglia e gli ambulatori, mancano i negozi e il supermercato, l’ascensore tra parte bassa e parte alta funziona a singhiozzo: nel quartiere di Ca’ Nuova (più popolarmente conosciuto come Cep), sulle colline del Ponente genovese, la perdita di servizi al cittadino è tristemente all’ordine del giorno.

Ma c’è una istituzione che, insieme al Consorzio Sportivo Pianacci, continua a brillare: la biblioteca ‘Firpo’, vero punto di riferimento per le scuole, per la cultura, per la divulgazione, per decine e decine di iniziative a carattere sociale. Il punto è se la ‘Firpo’ potrà continuare a brillare ancora, visto che il piano di adeguamento antincendio redatto dal Comune di Genova è stato bocciato nei giorni scorsi dai Vigili del Fuoco, con la conseguenza che dovrà essere ripresentato e che, nel frattempo, si rischia di incorrere in pesantissime restrizioni.

A dare l’allarme è una delle storiche anime del Cep, Yuri Pertichini, in veste di presidente di Arciragazzi Prometeo che gestisce gli spazi della ‘Firpo’ e in veste di coordinatore del Patto di Collaborazione (insieme a Daniela Matranga), che vede coinvolti Comune di Genova, Municipio VII Ponente, Cooperativa Agorà, Consorzio Pianacci e Circolo Prometeo.

“Il Municipio ci ha scritto una mail comunicandoci che il piano antincendio è stato bocciato. Il testo porta la firma del direttore, Roberto Innocentini. Secondo il dirigente del VII Ponente, per poter eseguire i lavori in sicurezza si prospettano due scenari: chiudere temporaneamente la struttura fino al termine di esecuzione dei lavori; spostare due terzi dei libri da altre parti, di fatto annullando l’operatività e il patrimonio stesso della biblioteca”.

Stando al parere tecnico, alla ‘Firpo’ potrebbero restare solamente 5000 chilogrammi di libri. La collocazione alternativa della rimanenza sarebbe già stata individuata. “Ma noi non possiamo accettare nessuno di questi scenari - attacca Pertichini - anche perché alla ‘Firpo’ ci sono parecchi progetti in corso che prevedono anche l’erogazione di importanti contributi e un finanziamento da parte di un istituto bancario. Negli anni le associazioni che gestiscono questi spazi sono state capaci di portare qui al Cep 250mila euro di investimenti. L’edificio è stato abbellito, la sede è stata potenziata, il Comune avrebbe dovuto semplicemente redigere un piano antincendio. È riuscito a fallire nell’unico compito che aveva, creando adesso questa situazione pesantissima. Ma siccome è il Comune che impone i piani antincendio, hanno fatto tutto da soli. Ora spetta a loro risolvere, senza compromettere l’attività piuttosto intensa della ‘Firpo’. Il Cep è stanco di perdere ulteriori servizi”.

Sul tema sono già pronte le interrogazioni a risposta immediata da parte di Rita Bruzzone del Partito Democratico e di Fabio Ariotti della Lega: dovrebbero essere calendarizzate al prossimo Consiglio Comunale. Secondo Rita Bruzzone, “occorre mobilitarsi, in primis, perché credo fortemente nel valore universale della cultura e della sua accessibilità per tutti, nel riscatto di un quartiere privato di tutto che solo in tempi elettorali diventa improvvisamente ‘visibile’, e poi perché ho lavorato tanto affinché nascesse e si realizzasse il Patto di Collaborazione, valore in cui credo perché l’amministrazione condivisa di un bene comune è un atto sociale altissimo. Ho presentato un articolo 54 per il Consiglio Comunale di martedì, mi aspetto e auspico una risposta positiva”.

Alberto Bruzzone

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