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Attualità | 19 marzo 2023, 09:30

Gen Z - il mondo dei giovani - Confessioni di una PR "E' il lavoro adatto ai giovani"

Quando il mondo delle discoteche diventa un lavoro

Gen Z - il mondo dei giovani - Confessioni di una PR "E' il lavoro adatto ai giovani"

La generazione Z ormai da qualche anno ha dovuto scegliere quale strada intraprendere nel mondo degli adulti: c’è chi dopo la scuola ha deciso di non volerne più sapere di studiare e ha iniziato a lavorare, e chi invece ha deciso di iscriversi all’università.

Ovviamente studiando all’università il tempo per lavorare è sicuramente limitato, ma esistono comunque dei lavoretti che si possono fare e che non portano via molto tempo allo studio. Qualche esempio? Tra i più noti baby e dog sitter, lavorare in bar o ristoranti come cameriere, oppure fare il PR… Che cos’è un PR? Ce lo spiega proprio una mia compagna di università che lavora in questo ambito ormai da due anni.

Che cos’è e che cosa fa effettivamente un PR?

"Il PR (public relations) è colui che si occupa di attirare i ragazzi in discoteca e riservare loro un posto all’interno del locale. Il segreto per un PR è proprio quello di socializzare: deve essere bravo a instaurare un rapporto con i ragazzi, invitarli alle serate e diventare una figura riconoscibile e disponibile per tutti".

Come sei entrata a far parte di questo mondo?

"Grazie a un gruppo su Whatsapp. A Genova era appena finita la quarantena a causa del Covid, e la maggior parte del tempo veniva passato in casa. Così ho iniziato a sentire la necessità di socializzare con qualcuno, ed il migliore dei modi per farlo in quel periodo era sicuramente tramite i social. Dopo qualche giorno passato a chattare su Whatsapp, abbiamo iniziato ad uscire insieme e piano piano ho iniziato a fare quello che facevano loro, e lì ho finalmente iniziato a sentirmi parte di un qualcosa".

È facile trovare persone da portare in discoteca?

"Quando il PR inizia a fare questo lavoro, prende i suoi amici come punto di riferimento, cercando di convincerli ad andare in discoteca. Perciò, sicuramente i primi clienti di un PR sono sempre i propri amici e si parte quindi avvantaggiati. Ovviamente però ad un certo punto bisogna allargare la propria cerchia di conoscenti, perciò il momento più importante e complicato è la ricerca di nuovi clienti al di fuori del proprio gruppo di amici. Non sempre è facile trovare persone nuove, bisogna sapersi mettere in gioco ed essere molto socievoli. Bisogna comunque ammettere che ai ragazzi genovesi piace molto andare in discoteca, perciò non ho mai avuto poi tanti problemi per quanto riguarda la clientela".

Ti piace l’ambiente in cui lavori?

"Sì. Io personalmente lavoro per 'UnigeParty', l’organizzazione studentesca che si occupa di organizzare le serate del venerdì sera in una discoteca di corso Italia. Questo mondo permette di instaurare un contatto diretto con il pubblico, di mettersi in gioco e di conoscere tante persone nuove. Si è sempre a contatto con la vita notturna delle discoteche e offre moltissime opportunità a livello lavorativo per farsi notare e crescere. Come tutti i lavori, però, c’è molta competizione. Non tanto all’interno dello staff ma con altre discoteche, per esempio".

Questa esperienza ti ha permesso di instaurare nuovi rapporti?

"Certo. Questo lavoro permette di conoscere innumerevoli persone nuove così da poter ampliare la propria cerchia di amici. Inizialmente nell’organizzazione eravamo in pochi, perciò avevamo raggiunto un nostro equilibrio ed avevamo tutti un bellissimo rapporto. Poi sono arrivate molte persone nuove, alcune con cui ho legato in modo particolare. Siamo in tanti ed è sempre un susseguirsi di cambiamenti per quanto riguarda i rapporti interpersonali: alcuni si creano, altri si rompono. Ma sicuramente ci sono persone con cui ormai siamo andati oltre il rapporto di 'colleghi' e siamo diventati veri e propri amici".

Cosa consiglieresti a chi vuole approcciarsi a questo mondo?

"Io consiglierei di buttarsi e sperimentare, perché la vita è una e va goduta. Questa è un’attività che può arricchire il nostro bagaglio di vita con tante nuove esperienze, come ho già detto prima sia a livello lavorativo che dal punto di vista sociale. Inoltre bisogna sicuramente fregarsene di quello che pensano gli altri: io ero una persona molto timida e chiusa, ed entrare a far parte di questo mondo mi ha aiutato ad aprirmi e sperimentare. Non esiste un modo giusto di fare questo lavoro, non si hanno regole e si può agire nel modo che si reputa migliore".

Gaia Uccheddu

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