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Attualità | 11 gennaio 2024, 09:30

Sei donne, cinque generazioni: anche a San Fruttuoso s’intona uno straordinario inno alla vita

Cecilia ha quindici mesi, la sorella Camilla otto anni; poi ci sono mamma Giulia di ventinove, nonna Laura di cinquantasei, bisnonna Maria di settantasei e trisnonna Pina di novantasei: un altro record dopo la famiglia di Multedo

Sei donne, cinque generazioni: anche a San Fruttuoso s’intona uno straordinario inno alla vita

Incontrare Giulia, le sue figlie, sua mamma e le sue nonne è come lasciarsi coinvolgere da un vortice di entusiasmo e solidarietà che investe prima ancora di potersene rendere conto.

Sedute sul divano, mentre coccolano Zaira, il loro cane, le donne di questa famiglia di San Fruttuoso si raccontano, attraversando i fatti della storia recente, regalando uno spaccato di vita che ha dell’emozionante.

Sì, perché su quel divano ci sono cinque generazioni: la trisnonna Pina, novantasei anni, la bisnonna Maria, settantasei, la mamma Laura che di anni ne ha cinquantasei, poi Giulia, ventinovenne, con le sue figlie Camilla, otto, e Cecilia, quindici mesi.

La prima a voler raccontare l’emozione di una quotidianità fatta di tanta condivisione è Camilla, e lo fa mentre accarezza la trisnonna Pina: “Ho tanti nonni, ma è bello avere una nonna così”.

La trisnonna Pina non manca di tramandare alle nipoti la storia della sua vita, iniziata lontano da Genova.

“Sono nata a Catania - racconta nonostante pochi istanti prima avesse detto di non voler parlare - sono arrivata a Genova che avevo sette anni. Mia mamma ha seguito papà che navigava, ha preso i sei figli e si è trasferita. Vivevamo in vico Taccone, una traversa di via Prè e per arrivare a casa dovevamo fare cinquanta scalini”.

Pina si è presa cura dei fratelli: lei, la più grande, quando sentiva suonare le sirene che annunciavano l’imminente bombardamento, li radunava e si precipitava con loro nel rifugio Montegalletto, in zona Principe.

Poi è arrivato l’incontro con Santo, ad appena sedici anni: “Mia mamma mi ha portato in Sicilia a trovare mia nonna; li c’era la sua comare con il figlio, Santo. Da piccoli giocavamo insieme. Quando mi ha visto si è innamorato e mi ha seguito”.

Nel giro di due anni, Pina e Santo erano marito e moglie e hanno accolto la prima dei quattro figli, Maria.

Anche Maria si è sposata giovane ed è diventata mamma presto: “La mentalità dell’epoca era un’altra e mia mamma non mi lasciava uscire né avere il fidanzato. Così quando ho incontrato mio marito, avevamo entrambi diciassette anni, ho fatto la ‘fuitina’ per potermi sposare. Non avevamo nulla ma pian piano ci siamo costruiti la nostra vita. Ho vissuto un mese in casa di mia suocera, poi sono andata ad abitare con mia mamma, lavoravo e mio marito aveva comprato un furgone. Dopo poco sono rimasta incinta ed è nata Laura”.

A dieci anni di distanza è arrivato anche Alessandro, scomparso giovanissimo, a diciassette anni, in un incidente in moto: “Il Signore lo ha voluto con sé - racconta commossa Maria - Laura aveva già avuto la sua prima bambina”.

Anche la storia di Laura, che si unisce a quelle della mamma e della nonna, la vede diventare madre molto presto: “Mi sono sposata a ventidue anni. Mio marito è più giovane di me di tre anni e appena lo scorso 10 ottobre abbiamo festeggiato i trent’anni di matrimonio. Se ci aggiungiamo i sei di fidanzamento si capisce che è una bella fatica - dice ridendo - Ho avuto Giulia quasi subito; dopo cinque anni e mezzo è nato Alessandro, mio figlio. Diventare nonni a quarantasei anni è strano”.

Giulia ha seguito le orme della mamma e delle nonne, diventando madre a ventun anni: “Nella generazione di oggi è strano trovare un caso come il mio. Dopo la maturità mi sono buttata nel mondo del lavoro, poi ho conosciuto il mio compagno e siamo andati a convivere. Due anni dopo è arrivata Camilla, sette più tardi Cecilia. Mi hanno aiutato i nonni, sia materni che paterni, perché con il lavoro è difficile”.

Tanta vitalità ha scatenato l’affetto di tutti, dal bisnonno che non passa giorno in cui non chieda costanti aggiornamenti delle piccoline di casa, al quartiere che non manca di far sentire la propria vicinanza alla famiglia.

Ancora, Giulia ricorda: “Anche quando sono nata io, eravamo cinque generazioni perché era ancora viva la mamma della trisnonna, morta a centoquattro anni. Questa famiglia è davvero una grande fortuna”.

Così, tra le foto che scandiscono il passato e il ricordo di chi non c’è più, arriva tutta la forza della vita raccontata in questo grande libro dove la memoria sfoglia gli eventi e tutto si tramanda scrivendo ogni giorno una nuova pagina fatta di risate e abbracci, di discussioni e fatica.

Schlegel, filosofo tedesco considerato tra i fondatori del Romanticismo, diceva: “Solo attorno a una donna che ama può formarsi una famiglia”; cosa accade quando le donne sono più d’una lo raccontano bene Pina, Maria, Laura, Giulia, Camilla e Cecilia.

Isabella Rizzitano

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