Steve McCurry, uno dei fotografi più celebri al mondo, ha ricevuto la Medaglia Città di Genova nella serata di ieri nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale per essere “Una delle voci più importanti della fotografia contemporanea. Per la sua brillante carriera di fotografo internazionale che ha lavorato con grande e instancabile passione in sei continenti e innumerevoli paesi affrontando conflitti, antiche tradizioni, questioni sociali e ambientali”.
L’autore degli scatti protagonisti della mostra ‘Children’, allestita nel nel sottoporticato di Palazzo Ducale e visitabile fino al prossimo 10 marzo, ha dedicato una giornata a incontrare il pubblico: un firmacopie prima, una lectio magistralis poi, per parlare di infanzia, di lavoro minorile, di diritti negati e aneddoti legati ai suoi numerosi viaggi in giro per il mondo.
“È stato un onore rappresentare l’amministrazione comunale in questa cerimonia con la quale Genova riconosce lo straordinario valore umano e artistico di Steve McCurry, un fotografo che con scatti indimenticabili come “La ragazza afghana” ha saputo rappresentare, come pochissimi altri, la sofferenza, il dolore e il desiderio di pace dei tanti, troppi bambini costretti a vivere il dramma della guerra”, ha detto l’assessore Matteo Campora, che ha conferito la Medaglia all’artista della fotografia contemporanea.
L’uso sapiente delle luci, del colore, l’aspetto umano fortemente radicato e alla base di ogni suo scatto, rendono le immagini immortalate da McCurry in grado di stupire, commuovere ogni tipo di pubbliche: non a caso le sue fotografie sono utilizzate da innumerevoli riviste del settore ed esistono almeno venti monografie dedicate al suo lavoro.
Nato a Philadelphia, nei sobborghi della città, ha iniziato a collaborare con un giornale locale dopo aver concluso gli studi di cinema e storia alla Pennsylvania State University. Dopo i primi anni inizia a viaggiare, ed è l’India il primo paese ad attirare la sua attenzione: zaino in spalla, ha iniziato a esplorare il paese, proseguendo poi verso il Pakistan dove incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese.
Ne riemerge con i vestiti tradizionali e una folta barba, dopo molte settimane trascorse con i Mujahideen. McCurry sarà il primo in grado di mostrare al mondo le immagini del conflitto in Afghanistan. I suoi scatti saranno il volto umano dei titoli dei giornali.
Da allora il percorso non si è mai arrestato: ancora zaini in spalla, ancora in cerca di culture altre, di tradizioni dimenticate e di tendenze contemporanee, con al centro sempre e solo l’essere umano.
Nel corso della sua carriera, Steve McCurry ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui la la Robert Capa Gold Medal e il premio della National Press Photographers; per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e, più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement. Nel 2019, McCurry è stato inoltre inserito nella International Photography Hall of Fame.
Nel corso del McCurry Day a Genova, il grande fotografo americano, Steve McCurry, è stato protagonista di un incontro dal grande valore simbolico con il direttore di Defence for Children International Italia Pippo Costella. Una chiacchierata informale di circa mezz’ora che si è tenuta nel Sottoporticato di Palazzo Ducale, sede della mostra “Children”, durante la quale sono stati toccati alcuni dei temi cruciali legati all’esibizione genovese. A cominciare dallaConvenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, i cui articoli principali accompagnano le fotografie di McCurry, in un dialogo serrato tra le immagini di bambini di tutto il mondo immortalate dall’obiettivo del fotografo e i principi di cui quella Convenzione è portatrice.
“La mostra di Steve McCurry è stata un’occasione per rendere evidente come le immagini che ritraggono i bambini e le bambine debbano mostrare anche la loro dignità e le loro risorse al di là dei contesti difficili nei quali essi vivono. Siamo ormai assediati da fotografie sull’infanzia che, nell’intento di sollecitare donazioni, in nome di un presunto “realismo” mostrano i bambini solo per le loro vulnerabilità, per le loro ferite, per la loro malattia” ha detto Costella, parlando di quello che lui stesso definisce “marketing umanitario”.
Lo sguardo di McCurry, lontano dal pietismo a cui ci siamo abituati, si posa sulla quotidianità delle loro giornate, senza indulgere mai sulla facile compassione e, al tempo stesso, senza perdere nulla del realismo che contraddistingue il lavoro del grande fotografo di Philadelphia.
“Penso sia necessario mostrare l’esperienza completa dei bambini e non solo gli aspetti legati alla loro sofferenza” ha spiegato McCurry. “Credo che per ritrarre i bambini sia necessario cogliere la loro curiosità, il loro spirito giocoso e mostrare la loro resilienza nonostante le difficili circostanze in cui si trovano. Le immagini che ritraggono solo le sofferenze rappresentano solo una parte di realtà e della storia dei bambini che vengono ritratti”.
In merito ad una rappresentazione adeguata dell’infanzia sta lavorando l’Autorità Garante Nazionale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che, insieme alle organizzazioni di settore, sta curando lo sviluppo di un codice etico teso a tutelare la dignità dei bambini rappresentati. Una serie di orientamenti che possano diventare un importante riferimento per enti e donatori.
“La mostra ‘Children’ e il lavoro di Steve McCurry rappresentano un ottimo esempio di come i bambini e le bambine possano essere ritratti insieme alla loro dignità, alla loro forza e alla loro resilienza, nonostante un mondo che non è dalla loro parte” ha ribadito Costella durante l’incontro con McCurry.
“Siamo sommersi da immagini di bambini sofferenti e la gente inizia a non farci più caso, sono persone che non richiamano più l’attenzione” gli ha fatto eco l’autore della “Ragazza afghana” e di molti altri scatti celebri dedicati al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. “Credo si possa stimolare maggiore empatia mostrando come un bambino sia resiliente anche in condizioni e circostanze di estrema difficoltà. Bisogna far capire e coinvolgere le persone mostrando che quei bambini stanno facendo del loro meglio per vivere una vita normale, e in molti casi ci riescono, anche se hanno una serie di problemi e significative sfide da affrontare.
È ovvio – ha aggiunto McCurry - il motivo per cui viene esibita la sofferenza, per stimolare simpatia e compassione come strategia di marketing, probabilmente questa modalità è anche efficace. Io, tuttavia, credo che oggi vi sia un sovraccarico di questo tipo di immagini e che la gente inizi a girarsi dall’altra parte perché non considera più quel bambino come una persona reale”.
Costella ha poi auspicato che la sinergia tra la mission di Defence for Children e il lavoro di McCurry possa contribuire a rinforzare un approccio all’infanzia fondato sui diritti e, nello stesso tempo, esorti ad un utilizzo delle immagini dei bambini, anche nelle campagne di raccolta fondi, in linea con questa stessa intenzione.
Il dialogo si è poi spostato sulla stretta attualità, con la mente che è andata inevitabilmente a tutte le bambine e i bambini che continuano a subire attacchi e bombardamenti nella Striscia di Gaza e in Ucraina.
Costella ha voluto chiedere a McCurry il suo punto di vista non solo come artista ma, prima di tutto, come reporter, lui che in quasi mezzo secolo di carriera ha visto da vicino e immortalato paesi in guerra e alcuni dei luoghi più pericolosi del pianeta. Il fotografo non si è sottratto: ”In certi luoghi è difficile trovare la normalità. Penso, ad esempio, a posti come Gaza dove tutto è distruzione. Eppure, in qualche modo, penso che i bambini siano in grado di trovare gioia e gioco in qualsiasi posto del mondo, in qualsiasi momento, anche nelle peggiori condizioni. A volte puoi trovarti nel luogo più povero, ma continui a vedere bambini che giocano come se tutto fosse normale e a volte ti stupiscono per come reagiscono anche nel mezzo della deprivazione più completa. I bambini – ha sottolineato McCurry - hanno moltissime risorse e, anche in mezzo alla strada, possono trovare qualcosa per giocare e divertirsi.
Questa mattina, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, a Genova, McCurry ha incontrato gli alunni delle scuole genovesi. Durante l’evento Defence for Children ha distribuito a tutti i bambini e le bambine il testo semplificato degli articoli della Convenzione ONU, in occasione del 35esimo anniversario di questa carta fondamentale.
















