Lo scrittore genovese Matteo Monforte è pronto a tornare nelle librerie: a partire da lunedì 27 gennaio 2025, il nuovo romanzo noir 'I segreti della nebbia' sarà disponibile a tutti i lettori affamati del tipico genere letterario che, come da buona tradizione, racconta un fatto di cronaca realmente accaduto ma con ambientazioni diverse (esistenti) e uno svolgimento-finale tutto frutto dell'immaginazione dello scrittore.
"I segreti della nebbia è un libro giallo, un noir, ambientato negli anni '80, precisamente nell'autunno del 1988, a Crocefieschi, un piccolo borgo disperso nell'entroterra dei monti liguri - racconta Matteo Monforte -. La storia ha un incipit reale, ma non in Liguria: il tema prende spunto da un fatto realmente accaduto nel medesimo anno a Goro, nel ferrarese, durante il quale un giovane ragazzo diciottenne, con problemi cognitivi, è stato trovato nudo martoriato sotto il cartello di benvenuto del suo paese”.
Il caso raccontato, quindi, fa riferimento ad uno dei primi cold-case avvenuti in Italia, l’omicidio di Willy Branchi, e che, ancora oggi, non è mai stato risolto dopo oltre trent'anni di indagini. Proprio da questo spunto parte lo scrittore Monforte che, da buon giallista appassionato di crime, parte da un fatto realmente accaduto per poi sviscerare uno svolgimento e una conclusione tutta personale, decontestualizzando i fatti dal piccolo paesino ferrarese per poi riambientarli a Crocefieschi: “Io ho preso spunto proprio da questo episodio per poi trasportare il fatto nelle mie terre, a Crocefieschi, che per me è un paese dove ho passato diverse estati tra le più belle della mia vita. Inoltre, Crocefieschi è un paesaggio che di inverno può certamente ispirare avventure noir - racconta ridendo lo scrittore -. In realtà, ovviamente è un paese meraviglioso e che proprio negli anni ottanta ha raggiunto il suo splendore ed è stata una delle mete più ambite per i genovesi ‘privilegianti’”.
Ma com’è arrivato lo scrittore a questo fatto di cronaca e da dov’è partita l’ispirazione e, conseguentemente, l’ideazione? “Qualche anno fa - dichiara Matteo Monforte -, stavo guardando un programma Mediaset durante il quale, il noto giornalista e conduttore Antonino Monteleone, stava raccontando proprio questo caso di Goro e ne sono rimasto entusiasta. Ciò che mi ha colpito particolarmente è come sia stato possibile che, in un paesino così piccolo, possano essere successe così tante cose strane e che nessuno abbia mai denunciato nulla”.
Il personaggio principale del romanzo noir è Oscar De Ferrari, un giovane giornalista e critico musicale che con le investigazioni “non ha nulla a che vedere”: “Il protagonista scrive per una nota rivista degli anni ’80 che si chiama ‘Rock On’ - racconta Monforte, chiarendo sempre che si tratta di personaggi puramente inventati -. Lui è un ex bassista punk che si ritrova per puro caso in un tipo di indagine come questa perché il suo editore lo manda, quasi per punizione, ad indagare a Crocefieschi su questo caso con l’obiettivo di fare praticamente ‘mobbing’”. Un protagonista che, proprio come afferma l’autore del romanzo, ha delle note in sintonia con lo scrittore stesso: “Beh, noi scriviamo delle cose che conosciamo - afferma -, e in molte cose, Oscar De Ferrari mi rispecchia inevitabilmente, mentre per altre no”.
Dall’indagine, in collaborazione con Nina Valfiori, una giornalista di cronaca, e il capitano del Nucleo Operativo Giulio Scandaleal, al confronto con sé stesso, in un percorso che sviscera i timori e dove l’ex bassista punk affronta i propri ‘scheletri nell’armadio’: “Ad un certo punto, durante questo periodo tra i monti, Oscar si ritrova ad avere un confronto con sé stesso, faccia a faccia con i suoi demoni sepolti - racconta Monforte -. Tutto sarà propedeutico per una crescita interiore, durante la quale il protagonista affronterà una vera e propria battaglia con il suo io”.
Un romanzo che non solo affronta, quindi, un 'cold case' realmente accaduto, ma che intreccia atmosfere e temi sociali degli anni ’80, supportati da una colonna sonora che accompagna il lettore lungo l’intero racconto: “Lui è un giornalista musicale, quindi la sua vita e i suoi tempi sono assolutamente scanditi dalla musica che ascolta - prosegue l’autore del romanzo -. La musica è importantissima e, infatti, il personaggio ha sempre la cassetta nelle orecchie. Per quanto concerne la trama dal punto di vista del contesto storico, ricalca molto le atmosfere degli anni ’80 italiani, molto belli per certi aspetti e aperti, ma anche chiusi e ombrosi, un mondo che iniziava a confrontarsi con un Paese in pieno cambiamento, segnato dal caos degli anni di piombo, gli anni delle brigate rosse ma anche della piega dell’eroina che, per quanto si possa nascondere la testa sotto la sabbia, ha decimato tantissime persone, soprattutto nelle valli. Quindi posso dire che, questi temi, anche se di sfuggita, permeano la trama e la narrazione”.
Domanda da un milione di dollari: aspettative? Su questo, Matteo Monforte è chiaro e va dritto al punto: “Da buon genovese, aspettative non ne ho - afferma sorridendo -. E se dovessi averne, sarebbero sempre pessime. Tutto quello che verrà in più, ce lo prenderemo; tutto quello che verrà in meno, ce lo siamo già preventivato. Al di là di questo, ci tengo a ringraziare Carlo Frilli per avermi dato questa ennesima prova di fiducia perché lavorare con me non è facile. Per concludere, spero comunque che il pubblico possa recepire il romanzo in maniera positiva perché alla fin fine uno scrive sì per sé stesso, ma principalmente anche per gli altri”.
La presentazione del libro, ecco quando e dove: giovedì 30 gennaio alle ore 18 a La Feltrinelli, in via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 16-24, e giovedì 20 febbraio alle 18:30 alla libreria sociale Bla Bla Book, in salita del Prione 34.















