Sara Armella è stata ufficialmente eletta Presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, segnando un momento storico come la prima donna a ricoprire questo incarico. La sua nomina, frutto dell'indicazione di Comune di Genova e Regione Liguria, soci fondatori, è stata accolta con un profondo senso di responsabilità e l'ambizione di trasformare Palazzo Ducale in un faro culturale sempre più dinamico e inclusivo per la città e oltre.
Avvocata e fondatrice dello studio Armella & Associati, Sara Armella è tra le massime esperte a livello internazionale in ambito di diritto doganale. Docente universitaria e membro di commissioni ministeriali e internazionali, Armella ha sempre coltivato l passione per il pensiero umanistico e la promozione di iniziative culturali.
Oggi il passaggio formale con la nomina da parte del Consiglio direttivo di Palazzo Ducale che si è riunito nel pomeriggio.
Nelle sue prime dichiarazioni, la neopresidente ha delineato una visione chiara: "Palazzo Ducale deve essere sempre più aperto alla città, deve rappresentare un punto di riferimento, un centro di riferimento per tutta la cultura cittadina". L'obiettivo è attrarre con un'offerta culturale "variegata, ampia, aperta anche al tutta una serie di pubblici, il pubblico dei giovani, il pubblico delle donne, il pubblico che sa e che conosce profondamente la storia di questa città, che vuole vederla declinata, approfondita, il pubblico che conosce e che segue i movimenti culturali più recenti". Questo si traduce in spazio per ogni tipo di arte, ma anche per "dibattiti, i grandi cicli, la letteratura, spazio per la cultura giovane che per noi rappresenta una sfida importante".
Il punto di partenza della sua gestione sarà l'ascolto e la collaborazione. "Si parte anzitutto dall'ascolto", ha affermato Armella, menzionando una preziosa collaborazione già in fase di ragionamento con il Teatro Nazionale e Davide Livermore nel solco già tracciato durante la presidenza Bizzarri coniugando così teatro e spazio espositivo.
Un pilastro fondamentale sarà l'attenzione ai giovani: "Ci sarà sempre spazio per i giovani a Palazzo Ducale, ci sarà spazio per gli under 35, per le loro iniziative, per i loro progetti, per le loro idee". L'intento è che i giovani non siano solo fruitori, ma "siano loro stessi ideatori e realizzatori di cicli importanti".
Riflettendo su "cosa manca" a Palazzo Ducale, la Presidente ha evidenziato ancora una volta il tema generazionale: "La linea legata ai giovani. Noi sappiamo che questa è una città da cui i giovani spesso partono senza tornare e sono talenti importanti che vengono poi a mancare nella crescita sociale della città". Per questo, ogni istituzione deve lavorare per i giovani, creando occasioni e motivazioni. Ha citato la scuola musicale genovese, menzionando artisti come Bresh, Olly e Tedua, come esempio di un linguaggio innovativo con radici solide nel territorio, suggerendo un ciclo dedicato a loro per attrarre e motivare nuovo interesse.
Le grandi mostre rimangono un aspetto decisivo. Armella ha elogiato il lavoro della direttrice Ilaria Bonacossa, che ha posto al centro "una autoproduzione". Nonostante l’importanza di grandi mostre nazionali e internazionali, per la neo presidente è importante continuare a valorizzare le competenze interne e la produzione ‘autoctona’ di cultura legando questo aspetto anche alla fruibilità delle mostre, rese sempre più accessibili non soltanto dal punto di vista degli spazi, ma anche nel senso della conoscenza e della divulgazione, fondamentale soprattutto per l'arte contemporanea, affinché i linguaggi siano compresi dal grande pubblico.
Non meno importante è la capacità di coniugare linguaggi e forme espressive diverse, inclusa la realtà immersiva, fondamentale per dialogare sempre di più con un pubblico internazionale.
Sui numeri non sempre lusinghieri, Armella non ha dubbi:"Dobbiamo prenderci sicuramente almeno due o tre mesi di tempo per elaborare dei progetti, per elaborare un programma e per sapere anche comprendere le motivazioni". Una condizione che non riguarda esclusivamente Palazzo Ducale ma che ha coinvolto numerose istituzioni museali e culturali, in difficoltà nel recuperare numeri pre-Covid.
La fiducia nella direttrice Ilaria Bonacossa, descritta come "molto competente sui temi dell'arte" e artefice di molte iniziative, è chiara. Armella ha sottolineato che si tratta di un "gioco di squadra" e che il suo obiettivo è far funzionare al meglio un team di persone "estremamente competenti che hanno a cuore il Palazzo Ducale e che lavorano con una grandissima passione". Palazzo Ducale deve essere "un hub culturale che dialoga con cittadini, con istituzioni, con associazioni, con le tante istituzioni culturali che ruotano in questa città".
Alle istituzioni, la presidente chiede di "proseguire il loro impegno", coinvolgendo Comune, Regione, fondatori e sponsor, riconoscendo l'importanza della collaborazione tra investitori privati e partecipazione istituzionale.
Infine, riguardo alle polemiche sulla collaborazione professionale con Jessica Nicolini, la presidente ha risposto con fermezza: "Ho uno studio professionale gestito non solo da me, ma anche da alcuni soci e abbiamo molti collaboratori che insieme a noi lavorano per contribuire alla migliore attività e comunicazione legata allo studio". Ha ribadito di non guardare al background delle persone e che nel settore privato è giusto operare in libertà di valutazione, notando che Palazzo Ducale ha già una squadra interna di comunicazione competente.
Con queste premesse, Sara Armella si prepara a guidare Palazzo Ducale in un percorso che mira a rafforzare il suo ruolo come "casa comune della cultura: un luogo vivo, accogliente, in cui tutte e tutti possano sentirsi rappresentati".














