/ Attualità

Attualità | 03 ottobre 2025, 12:00

La Coppa Italia del 1937: il decimo trionfo del Genoa che il tempo non deve dimenticare

A raccontarlo è Marco Tripodi, giornalista e appassionato di storia, nel suo ultimo libro: “Un'affascinante avventura in un calcio a tratti simile a quello di oggi”

La Coppa Italia del 1937: il decimo trionfo del Genoa che il tempo non deve dimenticare

E' la celeberrima “stella” il sogno mai celato di ogni tifoso genoano. Eppure, nonostante quello scudetto numero dieci “scippato” dal regime fascista nella stagione 1924/'25, c'è comunque un decimo trionfo nazionale nella storia ultracentenaria del Vecchio Balordo: la Coppa Italia del 1937.

Una pagina della storia del club più antico d’Italia spesso dimenticata o poco citata, eppure per molti versi di straordinario valore. Un successo fatto dall'ambizione di un presidente alla caccia della gloria stellata e da una squadra a caccia dell'affermazione nel calcio italiano, una squadra impegnata tra ritmi estenuanti e un calcio ancora grezzo ma appassionante. 

Qui il Genoa seppe distinguersi e regalare ai tifosi un successo memorabile, che torna nelle pagine dell'ultimo libro, in vendita in anteprima al Book Pride di Genova dal 3 al 5 ottobre e nelle librerie (online e fisiche) dal 10 ottobre, del giornalista Marco Tripodi, tifoso rossoblù e appassionato di storia, che ha deciso di colmare una lacuna nella memoria collettiva e nell'ampia bibliografia a tinte rossoblù ricostruendo passo passo la storia di quel trofeo. 

«Tutti conosciamo la storia dei nove scudetti vinti dai rossoblù, ma pochi sanno quali vicende e retroscena si celino dietro la conquista di quel trofeo – racconta Tripodi – Così nasce l’idea di scrivere “La Nostra Coppa Italia”, sperando di soddisfare la curiosità di tanti tifosi, non necessariamente rossoblù, che vogliono scoprire più da vicino questa affascinante avventura»

Termine, quest'ultimo, nient'affatto casuale. Non fu affatto semplice per i rossoblù del tecnico austriaco Hermann Felsner il cammino verso la conquista del trofeo, né tantomeno la storia dietro alla costruzione di quella squadra, oppure la ricostruzione da parte dell'autore di tutte le vicende attorno ad essa.

Il libro ricostruisce anche le storie dei protagonisti di quell’impresa, molti dei quali oggi dimenticati. Tra loro spicca Torti, meteora che segnò il gol-vittoria in finale contro la Roma. «Testimonianze dirette è stato pressoché impossibile – rivela l'autore – Molti giocatori non erano di Genova e risalire alle loro biografie è stato complicato. Oltre alle partite, ho fatto anche un po’ di ricerca sulle biografie dei giocatori e non è stato semplice: alcuni erano famosi, altri completamente sconosciuti. Qualche uruguaiano è tornato a casa e non se ne sa più nulla, poi c'è chi si sa dove abbia giocato ma andare oltre è stato complicato, quasi impossibile. Fortunatamente il materiale negli archivi, in particolare dei giornali, era abbastanza ampio e raccontato in buona parte da Vittorio Pozzo. Il ct dell'epoca d'oro della Nazionale era infatti anche corrispondente per La Stampa ed è stato lui a narrare quel successo».

Vittoria che si inserisce in un quadro a volte anche ricco di similitudini tra il calcio di allora e quello dei giorni nostri. «Alcuni aspetti, nonostante siano passati 90 anni, sono rimasti simili. Mi ha colpito molto il carico di partite che si giocava allora – dice l'autore – Oggi si parla spesso di “sovraccarico” nel calcio moderno, ma non è affatto una cosa nuova. Allora i giocatori in rosa erano 14, quindi il turnover praticamente non esisteva, e giocavano sempre gli stessi. I ritmi erano più intensi, le trasferte c’erano comunque e non agevoli come ora. Penso al cammino dell’epoca del Genoa per arrivare in finale: giocò tre partite in sette giorni, quindi la finale a Firenze dopo aver disputato due semifinali col Milan da 120' l'una tra prima gara finita in pareggio e ripetizione vinta dai rossoblù ai supplementari».

Un calcio diverso nelle formule ma simile in alcuni aspetti extra campo. Curiosa la storia della proprietà di quel Grifone ambizioso e in crescita, sostenuto dagli investimenti di Juan Cugliolo, imprenditore argentino diventato presidente grazie a quelli che ancora oggi si definiscono “interessi collaterali” al pallone. «Arrivò al Genoa con la promessa di una concessione per una miniera in Polonia dalla quale avrebbe poi importato il carbone fino a farlo partire dal porto di Genova. Investì pesantemente già nel 1936 e ancora di più nel 1937, con il sogno dello scudetto. Non arrivò, ma almeno la Coppa Italia sì».

Insomma, la storia di un sogno trasformato in realtà per quello che poi, decenni dopo, sarà definito il “popolo genoano” dal prof Scoglio. Proprio nella passione dei supporters rossoblù c'è un altro forte legame tra passato e presente: «La partità si giocò alle 17 per permettere ai tifosi di andare a sostenere le proprie squadre. Da Genova la tifoseria partì con pullman, treni, con diversi mezzi. Poi al ritorno si aspettò la squadra per festeggiare insieme a De Ferrari».

Con questo libro, Tripodi non racconta soltanto una vittoria, ma restituisce ai tifosi la memoria di un Genoa ambizioso, capace di lottare contro squadre di grandissimo livello, affrontare ritmi intensi e lasciare un segno indelebile nella storia del calcio italiano. 

Ma c'è ancora spazio per questi sogni e arrivare, chissà, a un trofeo come la Coppa Italia? «Più per necessità che per convinzione, anche da tifoso, devo rispondere di si. Un tifoso di calcio vive di sogni, un tifoso che non sogna secondo me non è un tifoso. Poi è come quando hai un figlio, speri sempre possa arrivare alla Nasa a lavorare, ma anche se non ci arriva gli vuoi bene lo stesso. Quindi chiaro che ogni tifoso sogni questo anche se è sempre più dura per come vediamo sta evolvendo il calcio per quelli che sono i vincitori nei tornei».

Mattia Pastorino


Sei un tifoso? Ti occupi di un club di tifosi? Sei un appassionato di calcio?
Contattaci: daremo spazio ai tuoi pareri, umori e commenti sul Genoa. Scrivi a redazione@lavocedigenova.it

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium