È a processo Matteo Viacava, sindaco di Portofino, con l'accusa di ricettazione e vendita di merce contraffatta per le false borse griffate vendute nella sua tabaccheria nel borgo che gestiva all'epoca insieme a una socia.
La Guardia di finanza aveva sequestrato 91 capi di Hermes, Fendi e Chanel, ed era stata disposta una perizia. Il 26 marzo è prevista l'udienza pre-dibattimentale. Gli esperti hanno accertato che i capi sono stati contraffatti e non confezionati in loco, perché potevano essere realizzate solo con particolari apparecchiature.
Dopo la perizia, il procuratore aggiunto Francesco Pinto aveva chiuso le indagini e poi disposto la citazione diretta a giudizio. Viacava aveva puntato il dito contro la stampa (era stato il Fatto Quotidiano a scoprire le borse tarocche) sostenendo si trattasse di un attacco politico visto che aveva ottenuto, come primo comune di Italia, una deroga per intitolare una via a Silvio Berlusconi, che a Portofino era stato ospite per tanti anni.
Il sindaco (difeso dall'avvocato Ernesto Monteverde) era legale rappresentante della tabaccheria e titolare della licenza dal 2005. I reati di cui è accusato sono gli stessi che vengono contestati ai venditori ambulanti.














