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Cultura e spettacoli | 01 novembre 2025, 15:32

Se De André cantasse la matematica di Genova

Il centro storico si trasforma in un percorso interattivo con ‘Crêuza de mä - tematica”, il laboratorio allestito nel Chiostro di Sant’Agostino, nell’ambito del Festival della Scienza, per scoprire la matematica e la cultura genovese

Un viaggio che prende le mosse dalla celebre canzone di Fabrizio De André, “Crêuza de mä” e che si tramuta in un percorso tra i vicoli, tra le sartie delle navi e tra gli schemi che si ripetono anche quando meno ce lo aspettiamo. 

Nasce così “Crêuza de Ma-tematica”, il laboratorio didattico ideato dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova (UniGe) per il Festival della Scienza, che invita i visitatori a scoprire la città e la disciplina attraverso sei tappe sensoriali.

L’obiettivo è mettere insieme la matematica con la cultura genovese, scoprendo anche le caratteristiche della città - spiega Sara Bottino, matematica, docente e ricercatrice del Dipartimento -. Non è una cosa che si vede tutti i giorni, non siamo abituati a legare la matematica alla cultura, ma in questo caso ci siamo riuscite, anche riprendendo nel titolo la canzone di De André, Crêuza de Mä. È un modo per far conoscere la città e, al tempo stesso, per avvicinare le persone alla matematica”.

Il laboratorio, ospitato nel suggestivo chiostro triangolare del complesso Sant’Agostino, si articola in sei postazioni interattive, ognuna delle quali rappresenta un luogo simbolico di Genova collegato a un concetto matematico. “È come immergersi metaforicamente nella città - prosegue ancora  Bottino - . Abbiamo una postazione sulle tassellazioni, legata ai pavimenti e al campanile del museo; una sulle coordinate, che richiama l’intreccio di culture che da sempre caratterizza Genova; e una sulla topologia, legata al Porto Antico e alle corde usate dai marinai”. 

Così, a pochi passi da piazza Sarzano dove, storicamente, si stendevano ad asciugare le sartie delle navi, si scoprono le numerose meraviglie matematiche che si hanno sotto gli occhi.

Le altre postazioni portano i visitatori tra i vicoli, per scoprire i grafi e la rete di collegamenti che unisce le strade, fino alla geometria sferica ispirata alla Biosfera dell’Acquario e alla sezione aurea, protagonista nei dipinti rinascimentali e nel Palazzo Pallavicino, “che - spiega la ricercatrice - ha una forma molto armoniosa che segue la sezione aurea. È affascinante ritrovare la matematica nella bellezza dell’arte e dell’architettura”.

Ma ciò che rende il percorso unico è l’approccio esperienziale: “Qui la matematica si tocca con mano - racconta Bottino -. I partecipanti usano corde, metri, materiali concreti. All’inizio ricevono una mappa della città e, a ogni postazione, attaccano uno sticker che rappresenta la nozione matematica legata al luogo di Genova. Alla fine portano a casa un ricordo tangibile, ma anche un’idea diversa di cosa sia davvero la matematica”.

Un’idea che ha già conquistato studenti e insegnanti. “L’altro giorno - ricorda Bottino - è arrivata una classe da Foggia: non sapevano cosa volesse dire ‘Crêuza’, né conoscevano la canzone di De André. Sono tornati a casa entusiasti, dopo aver imparato qualcosa sulla matematica e sulla città. È questo che ci interessa: far vedere che la matematica non è solo formule, ma è parte della nostra cultura, della nostra musica e del nostro modo di guardare il mondo”.

Il progetto, sostenuto dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Genova, è firmato da Sara Bottino, Alice Iace, Cecilia Campani, Veronica Grieco, Chiara Surace e Alessandra Boscolo, un gruppo di ricercatrici e insegnanti appassionate di divulgazione scientifica e con una lunga esperienza nel Festival della Scienza.

Isabella Rizzitano

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