La bocciatura definitiva del progetto per la media struttura di vendita nell’area di Campostano, a Nervi, continua a far discutere e raccoglie nuove reazioni. Dopo mesi di tensioni, proteste e confronti pubblici, la determina dirigenziale 56/2026 ha messo la parola fine all’iter amministrativo del contestato intervento proposto da Immobiliare San Siro S.r.l.. Una decisione che, come già riportato questa mattina, chiude una vicenda che ha animato il quartiere per oltre un anno.
Tra le voci che salutano positivamente lo stop c’è quella di Confesercenti Genova. Il presidente Massimiliano Spigno esprime soddisfazione per la scelta dell’amministrazione: «La decisione conferma ciò che sosteniamo da tempo: il progetto era sbilanciato sulla parte commerciale, mentre gli spazi destinati al quartiere erano marginali e insufficienti. Nervi ha bisogno di servizi reali, parcheggi per residenti e attività di vicinato, non di nuove superfici che rischiano di penalizzare ulteriormente il tessuto commerciale locale».
Lo stop al progetto arriva dopo una lunga istruttoria tecnica. L’amministrazione ha evidenziato come la proposta non rispettasse i requisiti di un vero Polo Urbano, secondo le norme del PUC: la parte pubblica era considerata “accessoria”, mentre la superficie di vendita – 1.400 metri quadrati – risultava preponderante. A questo si aggiungono vincoli urbanistici e paesaggistici: l’area ricade entro i 200 metri dal cimitero di Nervi 1, rendendo l’intervento non conforme, e il massiccio scavo previsto è stato giudicato una trasformazione incompatibile con il contesto.
Le assessore Francesca Coppola (Urbanistica) e Tiziana Beghin (Commercio) hanno ribadito come gli spazi pubblici previsti – una sala multimediale da 150 mq e un’area culturale da 180 mq – fossero “residuali” rispetto alla grande superficie commerciale. «Le perplessità dei residenti erano fondate e sono state ascoltate», hanno dichiarato.
Soddisfazione anche dal fronte politico. Il capogruppo M5S Marco Mesmaeker parla di «pericolo scongiurato» e invita a immaginare per Campostano un futuro basato su funzioni pubbliche e sociali, non su nuovi insediamenti commerciali.
La storia del progetto è stata lunga e complessa: richieste di chiarimenti, proteste dei residenti, dubbi sulla viabilità di viale Franchini, preoccupazioni per i parcheggi e per l’impatto sul commercio di vicinato. Il Municipio Levante aveva più volte chiesto approfondimenti, mentre gli uffici comunali lavoravano sulla valutazione tecnica.
Ora, con la determina, l’iter è chiuso. Per la società proponente resta solo la possibilità di ricorrere al TAR.
Confesercenti, intanto, guarda avanti: «Nervi merita interventi che rafforzino la vita del quartiere e sostengano le attività esistenti. Questo stop va nella direzione giusta».














