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Politica | 13 gennaio 2026, 10:32

Consiglio Regionale, un minuto di silenzio per le vittime di Crans Montana

Il ricordo dei giovani morti e feriti nel rogo del Costellation; un pensiero particolare al ligure Emanuele Galeppini

Consiglio Regionale, un minuto di silenzio per le vittime di Crans Montana

Si è aperto con un minuto di silenzio per le vittime di Crans Monatna il Consiglio regionale di oggi, 13 gennaio.  Nell'incendio della notte dio Capodanno nella cittadina svizzera sono morti 40 giovani e sono più di cento i feriti, alcuni dei quali gravi.

Nell'introduzione al minuto di silenzio il presidente del Consiglio Stefano Balleari ha ricordato le giovani vittime italiane, in particolare il diciannovenne ligure Emanuele Galeppini "figlio della nostra terra". Dopo aver sottolineato lo sforzo del personale del Niguarda e degli operatori che hanno permesso di trasportare i feriti in Italia, Balleari ha voluto riportare le parole della mamma di Achille Barosi, una delle vittime: "Sono orgogliosa di essere italiana, coi dovete eessre orgogliosi di esserlo".

"Prima di riprendere i lavori dopo la pausa natalizia, è mia intenzione chiedere un minuto della vostra attenzione per ricordare una tragedia che ha segnato profondamente molte famiglie e l’Europa intera. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, a Crans-Montana, una serata di festa si è trasformata in un incubo senza ritorno: un incendio devastante nel locale “Le Constellation” ha strappato la vita a decine di giovanissimi e lasciando oltre cento feriti, molti dei quali gravemente ustionati. Giovani che stavano celebrando l’inizio di un nuovo anno, carichi di speranze e di futuro", ha affermato il Presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari

E ancora: "Tra le vittime anche ragazzi italiani, tutti minorenni: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini, figlio della nostra terra, che desidero ricordare con particolare commozione. Il suo nome, resterà scolpito nella memoria della nostra comunità. Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, bensì il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro, o che pensavano al facile profitto, le cui responsabilità dovranno essere individuate e perseguite. Al cospetto di questa tragedia, il governo, l’ambasciata e il consolato italiano in Svizzera, la protezione civile e la Nazione tutta, ha dato una grande risposta; fornendo assistenza alle famiglie colpite e dando la propria disponibilità a curare i feriti presso le proprie strutture all’avanguardia come l’Ospedale Niguarda di Milano e il Centro Grandi Ustioni del Villa Scassi di Genova. Un senso del dovere che ha dimostrato al mondo, ancora una volta la grande competenza, l’umanità e il senso di appartenenza che il popolo italiano è in grado di esprimere quando è unito". 

Nella memoria collettiva "rimarranno per sempre impresse le parole della mamma di Achille Barosi,  "Sono orgogliosa di essere italiana, voi dovete essere orgogliosi di esserlo”, parole pronunciate ringraziando le autorità per “tutto quello che hanno fatto”. Una tragedia senza confini, che ha colpito famiglie di Paesi diversi, che ci ricorda quanto la vita possa essere fragile e quanto sia alto il dovere delle istituzioni nel custodire la memoria, la responsabilità e la sicurezza. Nel rispetto delle vittime, nel dolore dei loro familiari e nel ricordo di giovani vite spezzate troppo presto, invito l’Aula a osservare un minuto di silenzio". 
 

Elena Romanato


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