Mobilitazione oggi a Genova per il rinnovo del contratto delle Fondazioni lirico-sinfoniche. I sindacati hanno organizzato un presidio davanti alla Prefettura nell’ambito di una giornata di protesta che si svolge contemporaneamente nelle città italiane sede di Fondazioni.
L’iniziativa è promossa da SLC CGIL, Fistel CISL, UILCOM UIL, UILM e FIALS per denunciare la situazione del settore e sollecitare un confronto con il Ministero della Cultura.
Secondo le organizzazioni sindacali, il contratto nazionale è scaduto e le retribuzioni risultano ferme, mentre anche il percorso di riforma di cui le Fondazioni lirico-sinfoniche avrebbero bisogno resta bloccato. I sindacati denunciano in particolare la mancanza di risorse stanziate dal Ministero e l’assenza di un tavolo di confronto.
Le richieste sono chiare: servono fondi per rinnovare la parte economica del contratto, scaduta nel 2021 (il precedente rinnovo riguardava il triennio 2019-2021), e la garanzia di arrivare in tempi rapidi anche al rinnovo della parte normativa.
Tra le istanze portate avanti dalle sigle sindacali c’è anche la necessità di coinvolgere attivamente le Fondazioni nella riforma del Codice dello Spettacolo, oltre allo stop alla precarietà e al blocco del turnover che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, sta penalizzando l’intero comparto.
Il settore delle Fondazioni lirico-sinfoniche coinvolge migliaia di artisti, tecnici e personale amministrativo che garantiscono la diffusione della cultura lirica, sinfonica e del balletto in Italia. “Verso di loro – sottolineano i sindacati – si registra una grave indifferenza da parte del Ministero della Cultura, un atteggiamento che non riguarda solo il valore della cultura italiana ma anche l’importante indotto economico che essa genera”.
Da qui il messaggio lanciato con la mobilitazione: la dignità del lavoro nelle Fondazioni lirico-sinfoniche, ribadiscono le organizzazioni sindacali, “non è negoziabile”.














