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Attualità | 19 gennaio 2026, 08:57

Crisi AMT, debiti per 200 milioni: la Procura chiede il fallimento

I Pm chiedono la liquidazione giudiziale dell’azienda di trasporto pubblico genovese mentre resta aperta la composizione negoziata della crisi

Crisi AMT, debiti per 200 milioni: la Procura chiede il fallimento

Debiti per duecento milioni che possono essere il preludio al fallimento di Amt.

È quanto riporta Il Secolo XIX nell’edizione odierna. Il quotidiano spiega come i pubblici ministeri del Tribunale di Genova abbiano chiesto di decretare il fallimento dell’azienda, ritenendo i debiti oramai superiori ai duecento milioni di euro e non più sostenibili con gli strumenti messi a disposizione dalla composizione negoziata della crisi.

Quanto disposto alla Vigilia di Natale, la composizione negoziata della crisi d’impresa, è una sorta di scudo che permette di bloccare le azioni esecutive dei creditori e tentare una ristrutturazione. In sostanza permetterebbe di tentare manovre di salvataggio senza la pressione di corrispondere quanto dovuto a enti e soggetti coinvolti ma la decisione dei Pm accelera verso una risoluzione della situazione.

La gravità della situazione finanziaria non è una novità isolata di queste settimane: già nei mesi scorsi si era parlato di difficoltà profonde legate al deficit strutturale dell’azienda e alle risorse insufficienti per pagare stipendi e fornitori, con debiti che crescevano in modo costante e la necessità di iniezioni di capitali per mantenere in piedi il servizio. Ma la mossa della Procura rappresenta un passaggio formale molto più drastico, che potrebbe stravolgere il destino di un’azienda per decenni pilastro del trasporto pubblico genovese.

Nel solco delle difficoltà dell’azienda, fronteggiate ogni giorno dal personale viaggiante che si trova a operare in condizioni insostenibili, CUB Trasporti ha proclamato quattro ore di sciopero per martedì 27 gennaio dalle 11,30 alle 15,30.

Al momento l’azienda non è stata dichiarata fallita e la richiesta dei magistrati è oggetto di valutazione da parte del Tribunale. Nel frattempo AMT continua a operare sotto la protezione della procedura negoziata, ma l’esposizione verso i creditori resta massiccia e la mancanza di soluzioni definitive rischia di allontanare ulteriormente la prospettiva di risanamento.


 

Redazione

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