Edificio simbolo di Sturla, in stato di abbandono oramai da diverso tempo, la Casa del Soldato rappresenta un’architettura simbolo per la città, raccontandone il recente passato e i dettami del Razionalismo.
Allo stesso tempo, però, è un manifesto della mancata riuscita di valorizzazione e di riapertura di un luogo caro alla cittadinanza, che mantiene un elevato potenziale.
Ma se fino a oggi i progetti non hanno avuto il tanto agognato ‘lieto fine’, il Comune non getta la spugna e torna a occuparsi della struttura.
Lo ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis, nel corso dell’incontro con la stampa dopo la giunta itinerante nel Municipio IX.
Rispondendo a una domanda specifica, Salis ha spiegato che l’intervento si colloca all’interno di una linea più ampia di recupero del patrimonio esistente e di restituzione di spazi alla collettività.
“Vogliamo acquisirla e riuscire a farne luogo di servizi che siano utili per la comunità”. Non solo quindi un’operazione di recupero edilizio, ma un progetto con una funzione pubblica definita, ancora da costruire nei contenuti ma già orientata verso servizi di interesse locale.
Salis ha sottolineato anche il valore storico-architettonico dell’edificio: "È di grande pregio architettonico, quindi è proprio un peccato che siano anni e anni che si è abbandonata”.
Sul piano operativo, il percorso è in fase iniziale. “Ne abbiamo già parlato con l’assessore Patrone e con l’assessora Coppola”, ha detto la sindaca, indicando che le prime valutazioni interne all’amministrazione sono già state avviate.














