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Attualità | 05 febbraio 2026, 08:00

Una psicologa genovese nel team sanitario delle Olimpiadi invernali

Alessandra Guidali fa parte dell’équipe multidisciplinare che fornirà supporto psicologico ad atleti, staff e famiglie durante i Giochi

Una psicologa genovese nel team sanitario delle Olimpiadi invernali

C’è anche una psicologa psicoterapeuta genovese nel team sanitario che affiancherà atleti, staff e famiglie olimpiche durante i Giochi invernali. Si chiama Alessandra Guidali, e fa parte di un’équipe multidisciplinare che comprende medici, ortopedici, anestesisti, radiologi e personale infermieristico. La selezione è avvenuta tramite un bando pubblico, pubblicato lo scorso marzo. “Il sistema sanitario olimpico è strutturato come una vera e propria rete ospedaliera diffusa - spiega Guidali -. A Milano il Niguarda ha ampliato e riconvertito una struttura esistente, mentre a Bormio e Livigno sono stati realizzati policlinici modulari temporanei, dotati di ambulatori specialistici, radiologia e strumentazioni diagnostiche: ospedali a tutti gli effetti, destinati alla gestione delle emergenze non gravi”.

“Il nostro intervento è rivolto agli atleti, alle loro famiglie e a tutto il personale coinvolto nelle Olimpiadi. È un supporto trasversale, pensato per chi vive l’evento dall’interno” racconta. I turni durano cinque giorni, con una psicologa o uno psicologo per sede. “Non siamo molti. A Livigno ce n’è uno per ogni turno, a Bormio altrettanto. Le attività sono iniziate già il 31 gennaio, in vista della cerimonia di apertura del 6 febbraio e dell’avvio delle gare, previsto per l’8 febbraio con le competizioni di sci maschile e l’esordio dello sci alpinismo, nuova disciplina olimpica”.

Per la selezione erano richieste la laurea in psicologia e la specializzazione in psicoterapia. “Non è indispensabile essere psicologi dello sport. È un supporto a 360 gradi: ognuno porta la propria esperienza professionale”. Il ruolo non prevede percorsi di psicoterapia strutturati, ma interventi di psicoeducazione e sostegno psicologico. “Il nostro compito è individuare eventuali criticità, valutarne la gravità e offrire strumenti immediati: tecniche di gestione dello stress, esercizi di respirazione, ascolto. È un lavoro sull’emergenza, sul qui e ora”.

Nei casi più complessi è previsto il collegamento con uno psichiatra reperibile da remoto, tramite consulti telematici o contatti urgenti. “Le strutture funzionano come ospedali: esistono protocolli chiari per ogni eventualità”. Secondo Guidali, gli atleti potrebbero non essere i principali fruitori del servizio: “Hanno già un team di supporto molto strutturato. Ma possono emergere situazioni legate a infortuni lievi, malesseri o stress, così come difficoltà vissute dal personale sanitario e operativo”.

Per Alessandra Guidali si tratta di un’esperienza dal grande valore simbolico: “Non capita tutti i giorni di far parte di un evento di questa portata. E c’è anche un orgoglio territoriale: portare Genova e la Liguria dentro un contesto internazionale come quello olimpico è una grande soddisfazione”.

Chiara Orsetti

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