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Attualità | 06 febbraio 2026, 09:43

Scritte intimidatorie nelle scuole di Genova, i pedagogisti liguri: "La scuola è un luogo di futuro, e il futuro non si cancella con una scritta"

La referente di APEI Camilla Sciandra sottolinea il valore dell’educazione affettiva: "Aiuta a costruire competenze emotive e relazionali, rafforzando la comunità educante"

Scritte intimidatorie nelle scuole di Genova, i pedagogisti liguri: "La scuola è un luogo di futuro, e il futuro non si cancella con una scritta"

Le scritte offensive e intimidatorie comparse ieri sui muri di alcune scuole genovesi coinvolte nel progetto pilota di educazione all’affettività e ai sentimenti continuano a suscitare reazioni e prese di posizione. Dopo la condanna espressa dalle istituzioni cittadine, arriva anche l’intervento dell’Associazione Educatori Pedagogisti Italiani (APEI) Liguria.

A intervenire è Camilla Sciandra, pedagogista, insegnante e referente ligure dell’associazione, che sottolinea la gravità dell’accaduto e il valore educativo dei percorsi finiti nel mirino delle scritte. "In queste ore alcune scuole di Genova sono state imbrattate con scritte offensive e intimidatorie: un gesto vigliacco che colpisce la comunità scolastica, le bambine e i bambini, le famiglie, il lavoro quotidiano di insegnanti ed educatori".

Sciandra richiama anche la posizione assunta da sindaca e assessora, ribadendo che "la scuola non si intimidisce", e chiarisce il ruolo di APEI nella progettazione dei percorsi educativi oggetto delle contestazioni. "Come APEI Liguria vogliamo aggiungere un punto fondamentale: noi partecipiamo ai lavori di progettazione dei percorsi di educazione affettiva e sessuo-affettiva e crediamo fermamente nel valore di questa iniziativa".

Nel suo intervento, la referente ligure dell’associazione respinge con decisione l’idea che si tratti di un’imposizione ideologica. "Perché non è “ideologia”: è prevenzione, è cura educativa, è costruzione di competenze emotive e relazionali che aiutano a riconoscere confini, rispetto, consenso, linguaggio non violento, e a contrastare discriminazioni e prevaricazioni".

Secondo Sciandra, proprio le scritte comparse sui muri rappresentano una delle forme di violenza che questi percorsi intendono contrastare. "E diciamolo senza ambiguità: queste sono proprio le forme di violenza da combattere. Violenza che non sempre è fisica: può essere odio scritto sui muri, intimidazione, insulto, pressione culturale, tentativi di zittire chi educa al rispetto".

Da APEI Liguria arriva però anche un messaggio di determinazione. "Questo episodio non ci butta giù. Al contrario, ci darà la spinta per lavorare ancora, e meglio: con più cura, più alleanze educative, più formazione, più presenza nei luoghi in cui si cresce. Perché quando qualcuno prova a sporcare la scuola, noi scegliamo di rafforzare la comunità educante".

Un messaggio che guarda al futuro e ribadisce il ruolo centrale della scuola: "L’educazione vincerà sulla violenza. Vincerà con la forza delle relazioni, con la competenza, con la responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e territorio. Vincerà perché la scuola è un luogo di futuro, e il futuro non si cancella con una scritta".

APEI Liguria esprime infine "piena solidarietà alla sindaca, all’assessora e alle comunità scolastiche coinvolte", chiedendo che "si faccia luce sui responsabili" e ribadendo "un principio non negoziabile: la scuola è un presidio di democrazia, non un bersaglio".

C.O.

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