“Non stiamo solo preparando uno spazio. Stiamo costruendo una casa che è (quasi) pronta”. Quasi, perché tra poco meno di una settimana, giovedì 12 febbraio, in piazza San Matteo aprirà le porte ‘Quasi Casa’, all’interno del palazzo della Diocesi che un tempo ospitava il ristorante Kilt. La sfida è stata lanciata da Caritas, per creare uno spazio ibrido ispirato alle Case di Quartiere torinesi, adattato però al contesto sociale della nostra città.
“L'idea di Quasi Casa nasce dalla volontà di intercettare fragilità e potenzialità del mondo giovanile contemporaneo, offrendo un luogo dove studiare, lavorare in smart working o semplicemente stare insieme senza barriere economiche” spiegano Margherita Goretti, Dimitri La Rosa e Simone Meneghelli, che insieme a Matilde Celli sono l’anima del progetto. Oltre a questo gruppo ristretto, esiste un coordinamento di circa 15 volontari stabili, che hanno seguito percorsi di formazione specifici per essere in grado di gestire lo spazio e le sue dinamiche in modo responsabile.
“Nonostante il legame con la Caritas, Quasi Casa vuole essere uno spazio per tutti” sottolineano. “L’identità del progetto vuole evitare pregiudizi che potrebbero allontanare i giovani. Il concetto cardine non è solo l'accoglienza, ma l'invito attivo: qui le consumazioni non seguono un listino prezzi (tutto è a offerta libera) e punta a rompere la dinamica commerciale del "pago quindi resto", stimolando invece un senso di generosità e responsabilità condivisa”.
Quasi Casa, però, non dimentica le sue radici: lo spazio diventerà la base operativa per l'Unità di strada, che ogni domenica distribuisce pasti alle persone senza dimora. L'ambizione è quella di portare chi vive in strada all'interno di un contesto di "normalità", riallineandolo alla capacità di scegliere e di relazionarsi in un ambiente protetto ma aperto.
Lo spazio è ancora in evoluzione, anche fisicamente. Quasi casa è alla ricerca di arredi specifici: piantane per l'illuminazione a terra e sedute comode come poltroncine. Il criterio è la mobilità: "tutta roba che si possa muovere facile, magari con le ruote", per non saturare i metri quadrati e mantenere lo spazio dinamico. Chiunque voglia contribuire può inviare una foto dell'oggetto via mail per una valutazione, evitando però di portare oggetti in sede senza preavviso.
Una volta a regime, Quasi Casa punta a un'apertura sette giorni su sette, partendo inizialmente con una fascia diurna dal lunedì al venerdì. L'idea è di coprire i "giorni fantasma" di Genova, come il lunedì pomeriggio, offrendo un luogo dove socializzare, leggere, lavorare. O più semplicemente, esserci.

L’inaugurazione
Giovedì 12 febbraio si terrà l'inaugurazione ufficiale, “intesa non come traguardo finale ma come punto di inizio”. Al mattino è previsto un momento istituzionale con la presenza del Vescovo e di rappresentanti della pubblica amministrazione, tra cui la presidente del Municipio Centro Est Simona Cosso. A seguire un pranzo a buffet. Il pomeriggio alle 16 ci sarà la visita degli spazi, seguita alle 17 dal panel sugli spazi ibridi, con la partecipazione di Roberto Arnaudo e Erika Mattarella, referenti delle Case di Quartiere di Torino, Luisa Stagi, docente di sociologia all’Università di Genova, Lucia Tringali, presidente de La Casa del Parco Casa Gavoglio, ed Emanuele Barisone, direttore della Fondazione Auxilium. Alle 19 è previsto un aperitivo palestinese, mentre a partire dalle 21 la serata prosegue con musica live con il Trioblique.














