Genova porta fuori dai propri confini il modello di welfare rigenerativo e diventa protagonista del dibattito nazionale sulla trasformazione delle città. È successo a Savona, alla Fortezza del Priamar, dove l’assessora al Welfare Cristina Lodi, su delega della sindaca Silvia Salis, ha rappresentato il Comune di Genova alla prima tappa 2026 di “Città in Scena - Festival diffuso della Rigenerazione Urbana”.
Un appuntamento di rilievo, giunto alla quarta edizione, che ha visto Genova al centro del confronto grazie all’esperienza dei “Progetti di comunità”, una strategia che supera la rigenerazione intesa solo come intervento edilizio, puntando su azioni sociali, culturali e di prossimità. Un modello già sperimentato con risultati concreti nel Centro storico, tra Prè, Molo e Maddalena, e nell’area di Certosa-Campasso.
Durante il Festival, Lodi ha illustrato un approccio che integra interventi urbanistici “leggeri” con la costruzione di relazioni, servizi di vicinato e cura condivisa dello spazio pubblico. "La rigenerazione urbana è rigenerazione sociale - ha spiegato - portiamo a Savona l’esperienza dei nostri Progetti di comunità e del percorso QR - Campasso e Certosa: pratiche che mettono insieme servizi di prossimità, attivazione culturale e attenzione alle persone. La nostra visione mette al centro famiglie, bambini, anziani e nuovi cittadini, per costruire quartieri abitabili, accessibili e sicuri".
Un modello che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, non deve restare sperimentale. L’obiettivo dichiarato è trasformare queste pratiche in politiche urbane strutturali, capaci di incidere nel medio periodo. La strategia delineata per i prossimi 12-24 mesi prevede il consolidamento delle reti tra istituzioni e terzo settore, la formalizzazione delle Case di quartiere come hub di comunità stabili e l’integrazione permanente di figure come i custodi sociali e il maggiordomo di quartiere, affiancate da piccoli ma significativi interventi di arredo urbano e segnaletica.
A rafforzare il percorso anche una valutazione di impatto sociale in corso, affidata a Open Impact, spin-off dell’Università Bocconi di Milano, che sta misurando come l’azione comunitaria generi capitale sociale reale e benefici diffusi sui territori coinvolti.
"La sfida - ha concluso Lodi - è garantire continuità finanziaria a questi percorsi attraverso accordi pluriennali e strumenti misti. Solo così la rigenerazione urbana può diventare un’opportunità concreta di benessere per tutte e tutti, estendendo queste pratiche a ogni Municipio del territorio metropolitano".














