Da due anni e mezzo Sara Linguanti, illustratrice conosciuta come Saralin, ha portato la sua arte nel centro storico, raccontando la sua visione del mondo tra pennelli e matite.
Due anni e mezzo scanditi da incontri, ritratti e collaborazioni nate quasi per caso in quella strada meravigliosa che è via Fossatello. Una finestra sul mondo dell’illustrazione aperta nell’agosto del 2023 e che sabato prossimo, il 21 febbraio, si chiuderà.
Quella di Linguanti è una decisione maturata nell’ultimo periodo, arrivata dopo un’attenta riflessione che ha portato l’illustratrice a interrogarsi sul proprio futuro.
“Sono stati due anni e mezzo bellissimi - racconta -. Non rinnego nulla, anzi, questo luogo mi ha permesso di conoscere tante persone, non solo clienti ma anche collaboratrici e collaboratori. Mi ha aperto a un mondo. Sono felicissima di avere fatto questo percorso”.
Un cambio di direzione che sì, non si può non dire, coincide con la fine del bonus carruggi ma che no, non dipende da esso.
“Ho colto l’occasione per meditare su quello che questo spazio mi ha dato e in che modo posso continuare a trarne un vantaggio. Mi sono posta un po’ di domande: in che direzione voglio andare? Cosa mi piacerebbe fare? E mi sono resa conto che la dimensione del negozio non aderisce perfettamente a quello che vorrei”.
Una scelta che qualcuno ha letto con malinconia. “Il primo sentimento è stato il dispiacere. Sono passati in tanti e tante a salutarmi con un po’ di malinconia perché non ci vedremo più come prima. Qualcuno pensa sia una sorta di fallimento. No, non è così. È sì la fine di un ciclo, ma è anche l’inizio di un altro. La vedo come una primavera”.
E rassicura anche sul futuro della vetrina: “C’è un po’ di preoccupazione per la serranda chiusa, ma mi sento di tranquillizzare tutti perché subentrerà immediatamente un’altra coppia di inquilini. La vetrina continuerà a essere luminosa e accessibile”.
Nel tempo l’atelier è stato non solo negozio ma anche laboratorio creativo. “Io qui non vendo solo, ma produco. Sono una gran chiacchierona e accolgo volentieri le persone che passano anche solo per una chiacchiera. Però questo mi porta a interrompere il processo creativo. Rientrarci dopo un’interruzione per come sono fatta io è difficile. Ho capito che mi serve un posto dove produrre e un posto dove vendere”.
Il centro storico, per lei, resta un luogo dal grande potenziale: “Sarebbe bello se si connotasse per le botteghe, per l’artigianato, per gli atelier degli artisti e delle artiste. Potrebbero esserci più persone. Le attività anche presidi”.
Adesso la produzione si sposterà temporaneamente a casa. “Tornerò a fare i mercatini e le esposizioni in giro. L’idea è trovare luoghi come gallerie o negozi in cui esporre: ho già iniziato con una galleria di Torino e uno spazio a Santo Stefano al Mare. Queste cose sono capitate in maniera naturale, ma mi hanno acceso la campanella, ora che chiudo potrei cercarmi io altri spazi”. Il tutto continuando laboratori artistici, tra cui la collaborazione con Brigata Alice.
L’atelier di via Fossatello era nato nell’estate 2023, quando Sara Linguanti aveva portato nei vicoli il suo progetto dei “ritratti espresso”. Come raccontava allora, l’idea era nata “dai mercatini per lasciare un ricordo ai turisti con uno stile molto fresco, anche un po’ fumettistico. Cerco di prendere le caratteristiche più particolari della persona a modo mio”.
Dopo aver lavorato per anni in un’azienda e aver coltivato l’arte parallelamente, Sara aveva deciso di fare il salto e aprire uno spazio tutto suo nel centro storico, sfruttando il bonus caruggi. Un luogo che in poco tempo era diventato punto di riferimento per curiosi, residenti e visitatori.
Oggi quella esperienza si chiude, ma non si spegne. “Quando ho aperto ero un’esplosione di voglia e di gioia, era esattamente quello che volevo. Adesso sento che è il momento di cambiare”. Una serranda che si abbassa, dunque, ma con lo sguardo già rivolto alla prossima tappa.















