Genova celebra il ritorno di un capolavoro del Seicento con la mostra “Giovanni Andrea De Ferrari restituito. Dipinti e disegni inediti intorno alla pala di San Nicolosio”, visitabile dal 20 febbraio al 3 maggio ai Musei di Strada Nuova-Palazzo Bianco.
Al centro dell’esposizione c’è la monumentale pala d’altare San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Ludovico IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo, realizzata nel 1637 da Giovanni Andrea De Ferrari e recentemente restaurata grazie a una raccolta fondi lanciata dal quotidiano Il Secolo XIX su iniziativa dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, accogliendo l’appello del Terz’Ordine Francescano.
L’opera, che versava in condizioni conservative precarie, è stata recuperata nel laboratorio di Nino Silvestri e oggi si presenta nuovamente con colori brillanti e una rinnovata luminosità. In poco più di due settimane, anche grazie al contributo della Fondazione Passadore, è stato raggiunto l’obiettivo necessario per finanziare l’intervento.
" La mostra dedicata a Giovanni Andrea De Ferrari è un’occasione importante anche per valorizzare un intervento di restauro che ci ha restituito un'opera significativa del Seicento genovese ", dichiara la sindaca Silvia Salis. " È il risultato di un lavoro condiviso che ha coinvolto istituzioni, studiosi e cittadini, dimostrando quanto la cura del patrimonio possa diventare un impegno collettivo ".
Sulla stessa linea l’assessore Giacomo Montanari: " Restituire oggi alla città un capolavoro del Seicento nella sua piena leggibilità significa restituire memoria, identità e consapevolezza. Palazzo Bianco diventa il luogo simbolico di un ritorno: quello di un’opera che racconta la spiritualità francescana, la storia urbana e la grande stagione della pittura genovese ".
Il dipinto appartiene alla fase matura dell’artista, in cui si fondono l’intensità cromatica appresa da Bernardo Strozzi e le raffinate modulazioni luministiche ispirate allo stile di Anton van Dyck. Commissionata nel 1637 per l’oratorio del Terz’Ordine Francescano, la tela seguì le vicende della confraternita: dopo le soppressioni napoleoniche e la demolizione dell’oratorio sotto la chiesa di San Francesco di Castelletto, nel 1804 fu trasferita nella chiesa di San Nicolosio.
Proprio in quell’occasione l’opera venne ampliata sui quattro lati per adattarla al nuovo altare maggiore, alterando l’impianto originario e spostando verso l’alto la colomba dello Spirito Santo, oggi ricollocata nella posizione ideata dall’artista grazie al recente restauro.
Accanto alla pala sono esposti dipinti e disegni inediti provenienti dalle collezioni civiche, in gran parte restaurati per l’occasione. Spiccano le grandi allegorie delle virtù cardinali, Giustizia e Temperanza, realizzate da De Ferrari per la camera privata del doge a Palazzo Ducale, in dialogo con la Fortezza di Andrea Ansaldo e la Prudenza di Domenico Fiasella.
Completa il percorso il nucleo di opere del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, che partecipa al progetto con un nuovo allestimento dedicato ai capolavori della propria collezione permanente.














