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Attualità | 06 marzo 2026, 08:00

Centro storico, la rivolta dei residenti: “Arriva l’estate e rischiamo il collasso: serve l’intervento dello Stato”

Dopo il confronto in Prefettura, comitati e cittadini tornano a riunirsi per chiedere risposte: tra le proposte incontro con la sindaca Salis, presidi pubblici e un patto per la sicurezza

Centro storico, la rivolta dei residenti: “Arriva l’estate e rischiamo il collasso: serve l’intervento dello Stato”

C’è un Centro Storico che chiede risposte, sicurezza e tutele, ma c’è una città che fatica a trovarle.

Questo quanto emerge dall’assemblea pubblica che martedì scorso si è svolta nei locali parrocchiali della chiesa di San Siro e che ha visto la presenza di oltre 130 persone tra cittadini e rappresentanti di associazioni e comitati.

Al centro dell’incontro la situazione dei vicoli e le prospettive dopo il recente incontro istituzionale in Prefettura. Un incontro, quello con la Prefetta e con la Questora a cui hanno preso parte anche alcuni rappresentanti del Comune, delle forze dell’ordine e delle istituzioni, che ha lasciato l’amaro in bocca a molti.

“Si combatte per avere un centro storico civile”, ha ribadito Alberto Scotto del civ Banchi ripercorrendo i passaggi dell’incontro e il malcontento diffuso tra i carruggi e ricordando come molte richieste avanzate dalle associazioni non abbiano ricevuto risposte operative.

Da più parti la sensazione è stata quella di una ‘sceneggiata’: ore ‘ad ascoltare senza ottenere risposte’. Una ‘resa delle istituzioni’ che non sano come affrontare un problema che certamente non si può eradicare.

Tra i punti contestati dai residenti anche l’assenza di alcuni soggetti istituzionali, tra cui rappresentanti dell’ambito sanitario, considerati fondamentali per affrontare il fenomeno delle dipendenze.

Sicurezza e vivibilità del centro storico sono i temi più ricorrenti ed episodi quotidiani di degrado da spaccio, deiezioni umane anche in pieno giorno e disagio sociale sono oramai all’ordine del giorno.

Una situazione peggiorata negli ultimi anni per diversi fattori. La richesta che si leva netta è quella di un intervento dello Stato, soprattutto per il contrasto a episodi di violenza e criminalità.

Una complessità che richiede un intervento coordinato, come ribadito da più fronti. Tra le piaghe, infatti, crack, cocaina e ketamina sono alla base di dipendenze e problemi sociali gravi ma per contrastare il fenomeno occorre la collaborazione di Comune, Regione e servizi sanitari.

La questione del disagio sociale è stata richiamata anche dalla presidente del Municipio Centro Est Simona Cosso, che ha parlato di una situazione segnata da povertà crescente e tossicodipendenza, sottolineando come negli ultimi anni siano diminuiti gli investimenti nelle politiche sociali.

Un altro tema emerso con forza durante l’assemblea riguarda il rapporto con le istituzioni locali.

Molti interventi hanno chiesto un confronto diretto con la sindaca Silvia Salis per definire strategie condivise.

Il clima politico non è certo esente e lo scontro tra partiti, come ribadito durante l’assemblea, distoglie dagli obiettivi per cui è necessaria una risposta concreta e la collaborazione tra le istituzioni.

Una collaborazione che non può aspettare e lo ha ribadito anche Cristiana Falavigna del Comitato Per Prè che ha sottolineato l’urgenza di interventi: “Arriva l’estate e rischiamo il collasso. Le criticità sono note da tempo e non possiamo continuare ad aspettare”.

Al termine della serata sono state messe ai voti diverse proposte operative per mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza nel centro storico.

Tra le principali iniziative sostenute dai partecipanti la richiesta di un incontro urgente con la sindaca Silvia Salis; l’organizzazione di passeggiate civiche periodiche nei vicoli; il presidio davanti alla Prefettura per chiedere risposte istituzionali ma anche l’invio di una lettera al Ministero dell’Intero. Non sono mancate poi le proposte per il sostegno ai patti di sicurezza urbana tra Comune e Prefettura; richiesta di maggiori risorse per sicurezza e servizi sociali e la proposta di ripristinare l’ordinanza anti-prostituzione.

Ma la sicurezza non riguarda solo il centro storico, bensì è un problema trasversale di molte zone della città. Per questo da più parti si è invocata la partecipazione dei cittadini e la collaborazione tra istituzioni e comunità locali per tornare ad avere una città vivibile.

L’attesa ora è per la risposta istituzionale. L’auspicio è quello di un ‘fronte comune’ con la Prima Cittadina per spingere Prefettura e Questura a intervenire in maniera capillare. Una rete di molteplici attori che possa restituire dignità a una città troppo spesso maltrattata.

Isabella Rizzitano

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