Si è riunito questa mattina al Matitone il secondo appuntamento della Consulta Carcere-Città, l’organismo voluto dall’Amministrazione comunale per costruire un ponte solido tra la realtà penitenziaria e il tessuto urbano. Dopo il primo incontro, incentrato sull’istituzione della Consulta stessa, la seduta odierna si è focalizzata interamente sul tema del lavoro, inteso come strumento fondamentale di riabilitazione, dignità e sicurezza sociale.
L’incontro, coordinato in tandem dagli assessori al Welfare e al Lavoro del Comune di Genova, ha dato il via ad un intenso percorso di ascolto che proseguirà fino a novembre, toccando temi cruciali quali diritti civili e anagrafe, salute, collocazione abitativa, tutela minori e donne e sicurezza e città. Attorno al tavolo sedevano, tra i tanti, le direttrici degli istituti di pena genovesi, Regione, le organizzazioni sindacali, il Terzo Settore, le cooperative sociali, la Camera Penale, il CNEL e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
Al centro del dibattito, la necessità di mettere a sistema le risorse esistenti per potenziare l’attivazione dell’Articolo 21 dell'Ordinamento Penitenziario, la norma che permette ai detenuti di uscire dal carcere durante il giorno per prestare attività lavorativa o partecipare a corsi di formazione, favorendo un reinserimento graduale e monitorato.
Tra le proposte avanzate emerse dai partecipanti quella di creare una rete che metta a sistema quanto oggi è già attivo, ma che necessita di maggiore interazione e coordinamento, anche coinvolgendo le categorie datoriali e rafforzando i protocolli con grandi enti e associazioni di categoria, per favorire una "buona accoglienza" dei detenuti nel mondo produttivo.
Durante l’incontro è stato anche richiesto al Comune di farsi portavoce per la riapertura del Provveditorato Regionale in loco, fondamentale per una gestione più efficiente dei flussi e del personale; di attivare un dialogo con il Porto di Genova e nel contempo riattivare i contatti con le aziende municipalizzate affinché diventino partner attivi nei progetti di pubblica utilità.
Tra le richieste avanzate e per cui è stato chiesto il supporto dell’Amministrazione, anche l’ipotesi di creare una struttura di accoglienza monitorata per le detenute madri, nel caso di permessi premio, facilitando l'incontro con le famiglie che spesso risiedono lontano.
«Vogliamo sapere ciò che vi aspettate da un'Amministrazione comunale- ha detto l’assessora al Welfare- Il nostro compito è raccogliere le vostre indicazioni per trasformarle in azioni concrete entro la fine di questo ciclo di tavoli a novembre. La sindaca ha molto a cuore l'attivazione degli Articoli 21 attraverso la macchina comunale, rilanciando i lavori socialmente utili per la manutenzione e il decoro delle aree cimiteriali. È un’esperienza che in passato ha dato ottimi frutti e che intendiamo ripetere, coordinandoci con gli istituti di pena con cui abbiamo già avviato approfondimenti tecnici».
«La Consulta ha il pregio di far dialogare simultaneamente soggetti che spesso operano in modo isolato- ha detto l’assessore al Lavoro- Sul tema del lavoro, il nostro obiettivo è passare dal confronto generale a progetti individuali e concreti. Nonostante i numeri siano contenuti, la sfida è integrare gli strumenti del welfare con le politiche attive del lavoro, agendo come collante tra Regione, Terzo Settore e realtà datoriali. Dobbiamo pensare 'in gruppo' per restituire alla comunità risultati tangibili che partano dal carcere e arrivino al post-pena».
Il calendario della Consulta prevede nuovi incontri tematici cadenzati fino all'autunno, con l'obiettivo di redigere un documento programmatico che definisca il nuovo assetto delle politiche di inclusione per la città di Genova.














