Una crisi umanitaria e lavorativa che non ha precedenti si sta abbattendo sulla Cooperativa San Carlo Onlus, la realtà che gestisce i centri di accoglienza per circa 300 migranti a Genova (tra cui CDP, Comunità minori, Camaldoli e Padiglione 7).
Una situazione denunciata ancora una volta con forza da Uiltucs Liguria nel corso di una conferenza stampa dai toni durissimi che ha tracciato oggi il quadro di un sistema ormai giunto al punto di rottura definitivo.
La cooperativa, recentemente commissariata dalla Prefettura di Genova, ha smesso di pagare i propri dipendenti da gennaio 2026. Il blocco degli stipendi è però solo la punta dell'iceberg di un fallimento gestionale che sta negando i diritti fondamentali sia a chi lavora, sia agli ospiti delle strutture.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, nei centri manca ormai tutto il necessario per una vita dignitosa. Il kit di vestiario stagionale non viene consegnato, le ricariche SIM per lo studio sono sospese e, fatto ancora più grave, manca persino il latte per i bambini. Anche il pocket money destinato ai migranti è scomparso, costringendo intere famiglie a muoversi senza biglietti dell'autobus e a collezionare sanzioni per la mancanza di titoli di viaggio.
Le conseguenze igienico-sanitarie sono altrettanto preoccupanti: le disinfestazioni programmate sono saltate a causa dei mancati pagamenti alle ditte fornitrici, peggiorando drasticamente la vivibilità degli spazi.
La pressione psicologica sugli operatori, rimasti senza reddito e impossibilitati a svolgere il proprio compito, è diventata insostenibile. La segretaria regionale Uiltucs Liguria, Cristina D’Ambrosio, ha riportato testimonianze drammatiche: “Alcune lavoratrici sono seguite dalla psicologa perché non riescono più a gestire un servizio che non sono messe in condizione di garantire. Altri dipendenti hanno chiesto aiuto a Caritas e Croce Rossa. Da mesi si vive di precarietà, pagamenti a singhiozzo e impegni mancati anche con le ditte fornitrici. Le disinfestazioni saltano con le conseguenze del caso. A settembre 2025 avevamo concordato un piano di rientro per gli arretrati degli stipendi, piano terminato con notevoli ritardi. Tuttavia, da quattro mesi non si vede un euro. Si è arrivati a negare persino le quote giornaliere spettanti ai migranti”.
Il sindacato chiede ora interventi urgenti alla Prefettura e alle istituzioni per salvaguardare i posti di lavoro e ripristinare i servizi minimi. Il segretario generale Uiltucs Liguria, Marco Callegari, ha concluso la conferenza con un monito chiaro: “Siamo pronti ad ogni azione necessaria per tutelare occupazione e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della Cooperativa San Carlo. Parliamo di persone che svolgono un lavoro di altissimo valore sociale in condizioni inaccettabili. Meritano dignità, rispetto e risposte immediate. Sui lavoratori e sui migranti non si scaricano le responsabilità ma si trovano soluzioni adeguate”.














