La matematica ancora non c’è, eppure la sensazione di aver compiuto un passo decisivo verso l’obbiettivo, per il suo Genoa, stavolta la ha anche Daniele De Rossi. Pesa come un macigno il successo dei rossoblù all’Arena Garibaldi contro il Pisa, un 2-1 che vale il trentatreesimo punto del tecnico alla guida del Vecchio Balordo, volando a quota 39 in classifica con una salvezza ormai praticamente in tasca.
Un 2-1 che chiude una sorta di settimana perfetta per il mister romano, cominciata col successo casalingo contro il Sassuolo e chiusa da quello coi nerazzurri. Nel mentre un aereo a lui dedicato e, soprattutto, una crescita sul campo della sua squadra tangibile. Nel segno di un concetto: il coraggio. L’analisi dell’allenatore parte infatti dalla prestazione, più che dal punteggio. “Una squadra coraggiosa è una squadra che alla fine costruisce qualcosa e porta a casa il risultato, anche solo dal punto di vista della mentalità - ha spiegato - Sul gol subìto il coraggio non c'entra nulla, abbiamo commesso tanti errori in quel caso ma in una partita che per me è stata interpretata bene. Anche quando siamo andati sotto i ragazzi hanno fatto le cose nel modo giusto, dimostrando di essere una squadra viva e capace di far soffrire l’avversario”.
Non è però stato tutto perfetto nel complesso, andando oltre al risultato: “La fame e la foga agonistica sono state tutte a loro favore, è un atteggiamento che non possiamo permetterci - ha voluto rimarcare mister De Rossi -. Poi abbiamo lottato fino alla fine e ribattuto colpo su colpo, ma ribadisco: pur avendo cambiato guida tecnica, affrontavamo un avversario veramente difficilissimo da affrontare e da battere”.
Tra i protagonisti, inevitabilmente, ci sono Colombo ed Ekhator, autori dei due gol: “Lorenzo ha fatto una grandissima partita. Sono contentissimo di lui, di quel che sta facendo e di come sta giocando, mi piace moltissimo il suo sacrificio anche se un attaccante magari spesso lo si valuta per i gol che fa - ha detto De Rossi - Jeff invece è un ragazzo ancora molto giovane, che in questi mesi davanti ha avuto giocatori che hanno fatto benissimo. Magari anch’io sono stato un po’ fifone nell’impiegarlo dall’inizio ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre fatto il suo dovere. È un ragazzo dal cuore d'oro, uno sanguigno per come si butta sulle palle e per come gioca, e a volte lo è altrettanto nelle sue esternazioni. Va gestito sapendo incanalare questa sua grande energia”.
Guardando avanti, il tecnico è chiaro su quello che vuole sia il finale di stagione per i suoi d’ora in avanti, tra valutazioni da fare per il futuro col ritmo del calcio vero, quello del campionato, e la tensione verso il non volersi accontentare. “Dobbiamo assolutamente mantenere un assetto importante in campo - ha sottolineato - Domenica ci saranno 32mila spettatori e non possiamo presentare un’accozzaglia di riserve. Faremo le nostre scelte per schierare una squadra vera e competitiva... non sta scritto da nessuna parte che stravolgeremo la formazione iniziale. Spero ovviamente di poter dare spazio a quei giocatori che stimo molto e a cui ho concesso meno minutaggio in questi mesi, magari dando anche un po’ di fiato a chi in estate sarà impegnato con le Nazionali”. Anche perché “affrontiamo ancora avversari che si giocano obbiettivi importanti e la nostra salvezza al momento è solo teorica, non ancora aritmetica”.
Parlando di futuro è però inevitabile affrontare il discorso di un giocatore tanto prezioso quanto in bilico come Baldanzi, in prestito con diritto di riscatto: “Ci ha offerto tantissime soluzioni nel giro palla e nell'uscita dalla loro pressione, risultando decisivo anche negli episodi chiave. Sta crescendo tantissimo e sono convinto che continuerà a migliorare sempre di più, a patto però di poter giocare con continuità, quello che ha trovato qui. Se c'è la possibilità che resti? Magari lo vado a prendere direttamente a casa io. Ma, scherzi a parte, sappiamo che la sua squadra di proprietà è un club di livello superiore al Genoa, e sapete tutti benissimo quanto mi stia a cuore quella piazza. Lui però sta bene qui, e credo debba stare in un posto in cui possa giocare con continuità, divertirsi e dimostrare a tutti quanto è bravo. Il mio consiglio per lui è questo: trovare il contesto giusto per esprimersi al massimo”.














