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Attualità | 29 aprile 2026, 10:19

Biscione, l’area giochi dell’Albero del Ciao devastata ancora: nel mirino il playground inclusivo inaugurato pochi mesi fa

Reti divelte, sbarra d’ingresso sfondata, pannelli distrutti e vetri rotti ovunque: è il terzo raid vandalico in poco più di un mese in uno spazio nato per inclusione e socialità. Il presidente del Municipio Ivaldi: “Danni per migliaia di euro, situazione insostenibile: così è impossibile andare avanti”

Biscione, l’area giochi dell’Albero del Ciao devastata ancora: nel mirino il playground inclusivo inaugurato pochi mesi fa

Ancora vandalismi, ancora danni, ancora soldi pubblici da spendere per rimettere insieme ciò che viene distrutto nel giro di pochi giorni. Succede al Biscione, ai giardini “Albero del Ciao” di via Fratelli Cervi, dove l’area giochi, la zona fitness e il campo da basket inaugurati appena lo scorso novembre sono finiti per l'ennesima volta nel mirino di raid notturni.

Quello spazio, pensato come un “playground creativo” accessibile a tutti, dedicato alla pratica libera e gratuita di basket e baskin, la versione inclusiva giocata insieme da persone con e senza disabilità, rappresentava un esempio concreto di rigenerazione urbana e coesione sociale. Un intervento nato da un percorso partecipato tra Comune, Municipio III Bassa Val Bisagno, associazioni del territorio e realtà del terzo settore, culminato con una grande festa di inaugurazione appena pochi mesi fa.

Oggi, però, lo scenario è ben diverso. A fare il punto è il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, Fabrizio Ivaldi: “Sistematicamente da mesi viene vandalizzato tutto. Solo nell’ultimo weekend sono state distrutte la rete dell’area fitness e quella nuova del campo da basket. È la terza volta in un mese e mezzo che dobbiamo intervenire con costi importanti”.

Nel mirino dei vandali finiscono soprattutto le strutture sportive appena riqualificate: reti divelte, pannelli danneggiati, attrezzature da sostituire. Ma non solo. “Hanno rotto anche la sbarra che impedisce l’accesso ai motorini: era stata riparata due settimane fa e l’hanno di nuovo vandalizzata. Ora va cambiata completamente”, spiega Ivaldi.

Una situazione che si ripete, soprattutto nei fine settimana e nelle ore notturne, e che rischia di compromettere definitivamente la fruibilità dell’area. “Non possiamo continuare a intervenire ogni volta: le reti sono particolari e costose, così diventa insostenibile. Distruggono continuamente e poi l’amministrazione deve spendere soldi pubblici per sistemare”.

A peggiorare il quadro, anche episodi di degrado diffuso: bottiglie di vetro rotte, rifiuti lasciati a terra e interventi urgenti della squadra operaia per ripristinare condizioni minime di sicurezza. “Ci sono state sere in cui gli operai sono dovuti intervenire d’urgenza per pulire tutto, perché l’area era impraticabile”.

E pensare che quello spazio, oggi gestito anche grazie all’impegno dei volontari, era stato concepito proprio per favorire socialità e integrazione, diventando un punto di riferimento per il quartiere.

Ora la "speranza" è affidata alle telecamere: “Cercheremo di risalire ai responsabili, anche se non è semplice perché i fatti avvengono di notte. Ma un messaggio deve essere chiaro: così non si può andare avanti, altrimenti non riusciremo più a intervenire”, conclude Ivaldi.

A pochi mesi dall’inaugurazione, resta il paradosso di un’area nata come simbolo di rinascita già segnata da incuria e vandalismi ripetuti. E il conto, ancora una volta, lo paga la collettività.

Federico Antonopulo

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