La decisione del Comune di Genova di non consentire lo svolgimento dei mercati rionali sabato 9 maggio, a causa dell'Adunata degli Alpini, ha scatenato la reazione di AVAL, l'associazione che rappresenta oltre il novanta per cento delle imprese del commercio su aree pubbliche del capoluogo ligure. In una nota, i rappresentanti ripercorrono le varie fasi della vicenda, a cominciare dai primi di febbraio, quando il Comando dei Vigili Urbani segnalò all'amministrazione alcune criticità legate ai parcheggi e alla viabilità in occasione dell'evento. Ma le associazioni di categoria, stando a quanto denunciato da AVAL, non vennero coinvolte fino al 21 aprile, quando una "brevissima videochiamata" comunicò loro, senza possibilità di replica, il divieto di svolgere i mercati di Via Tortosa e Piazza Terralba per quella giornata.
"Questo lo riteniamo grave" si legge nella nota, che sottolinea come negli anni AVAL abbia sempre partecipato, con spirito collaborativo, a centinaia di incontri istituzionali. Il mancato coinvolgimento nella fase istruttoria è considerato non solo un affronto all'associazione, ma soprattutto un danno concreto per gli operatori: l'Adunata degli Alpini è un evento che si ripete mediamente ogni venticinque anni, e saltarla significa perdere un'occasione commerciale irripetibile.
A pesare ulteriormente sulla situazione è il calendario fiscale: il periodo coincide con numerose scadenze: i contributi INPS, i versamenti IVA, la dichiarazione dei redditi. Un cumulo di obblighi economici che rende ancora più onerosa l'impossibilità di lavorare.
AVAL ha deciso di adire le vie legali e ha presentato ricorso al TAR. Il tribunale amministrativo, pur riconoscendo secondo l'associazione "grosse carenze nell'ordinanza emessa" ha scelto di non sospenderla in quanto attinente alla sicurezza pubblica. La sentenza sul merito del danno economico subito è attesa per il mese di giugno.
Gli operatori avevano inizialmente ipotizzato una grande manifestazione con i furgoni per il giorno dell'adunata; alla fine, però, con l'approvazione dell'assemblea dei circa duecento ambulanti coinvolti, si è scelto di non scendere in strada "in segno di rispetto verso la cittadinanza che da tempo è vessata da manifestazioni di vario genere e che comunque si troverà già alle prese con 3 giornate caotiche. E soprattutto in segno di rispetto verso gli ALPINI, corpo dello Stato, che da sempre è al servizio degli Italiani".
"L'Adunata degli Alpini è una festa e per quanto ci riguarda rimarrà una grande festa" concludono.














