È arrivato nel pomeriggio, dopo una passeggiata in via XX Settembre, al ristorante Tiglè in corso Lombardo per il comizio di Futuro Nazionale, davanti ai suoi sostenitori, e prima di salire sul palco ha risposto alle domande dei cronisti. Roberto Vannacci, generale ed europarlamentare, ha lanciato così un attacco frontale alla sindaca Silvia Salis, bocciando senza appello i primi mesi della sua amministrazione.
"La vedo più in televisione che al Consiglio comunale", ha detto Vannacci, puntando il dito contro una gestione che, a suo giudizio, sarebbe più concentrata sull’immagine pubblica che sulle reali necessità della città. Il generale ha citato l’articolo de Il Fatto Quotidiano secondo cui la giunta avrebbe prodotto solo cinque delibere in sei mesi di mandato: "Probabilmente preferisce stare dietro alle telecamere piuttosto che in Consiglio. Bisognerebbe chiedere ai genovesi cosa ne pensano di questa paralisi amministrativa".
Il leader di Futuro Nazionale è poi passato all’analisi economica e infrastrutturale, accusando l’amministrazione di avere aumentato la pressione fiscale locale. Nel mirino gli aumenti di Imu e Tari, ma anche la gestione del trasporto pubblico: "Hanno tolto il biglietto gratuito agli anziani per poi fare marcia indietro solo per gli over 75. È questa la vicinanza ai cittadini?".
Non è mancato il passaggio sulle grandi opere, con una critica diretta al mancato avvio dello Skymetro: "Non è stato realizzato nonostante ci fossero 400 milioni di euro già assegnati e spendibili. Mi domando che fine abbiano fatto quelle risorse e che visione abbia questa amministrazione".
Il tema più caldo resta però quello della sicurezza. Vannacci ha criticato la revoca dell’uso del taser alla polizia locale e lo smantellamento delle squadre speciali che operavano nel centro storico: "Il problema della sicurezza è incombente, ma si preferisce togliere strumenti a chi deve difendere il territorio. Cos’ha fatto Silvia Salis per Genova oltre a sfilate pro-Pal, riunioni per rave party e il divieto del presepe a Palazzo Tursi?".
Alla domanda su come pensi di raccogliere consenso in una città con una lunga tradizione di sinistra e su come intenda intercettare anche l’elettorato di centrodestra, Vannacci ha risposto rivendicando la propria linea: "Ma perché non è un mio cruccio. Io non sono alla ricerca di voti, non faccio la questua col cappello in mano. Io espongo quelli che sono i miei principi, i miei valori, i miei ideali, il mio programma e poi chi mi ama mi segue".
Il generale ha risposto anche alle critiche per l’addio alla Lega, partito con cui è stato eletto europarlamentare e di cui era diventato vicesegretario: "Rispondo facendo tornare indietro le critiche perché io ho aderito alla Lega intanto come indipendente, con un pacchetto di voti che era il mio e questo può essere dimostrato, basta guardare i risultati delle elezioni, e poi ho aderito secondo un’idea di principi, di valori e di ideali che insieme abbiamo convenuto e che credevo fossero gli stessi di quel partito".
Poi l’affondo: "Quando poi mi sono trovato un sovranismo a senso alternato, quando mi sono ritrovato un no alle armi all’Ucraina al Parlamento europeo ma un sì al Parlamento italiano e quando mi sono trovato la rappresentante dei diritti LGBTQ invitata a una riunione di partito, allora ho preferito essere coerente con quelli che erano i miei principi, che erano inizialmente quelli che pensavo fossero anche quelli del partito, e sono andato avanti per la mia strada".
Ampio spazio anche alle polemiche che hanno accompagnato l’Adunata nazionale degli alpini a Genova. A chi ha definito gli alpini "molestatori", Vannacci ha replicato duramente: "Molestatori? Gli alpini? Ma qualcuno si è fatto un giro a Genova? Perché io me lo sono fatto. Mi è sembrato anzi che gli alpini abbiano portato una ventata di allegria, di solidarietà, di amicizia e che tutta Genova stia ringraziando".
Sulle scritte apparse contro le penne nere, il generale ha minimizzato: "Non mi risulta che ci sia stata alcuna accusa e alcuna condanna. Quindi evidentemente non c’è stato nulla che possa essere legalmente perseguito. Quindi sono probabilmente rumori di fondo, sono probabilmente polemica sterile. Poi guardi, le scritte appaiono da tutte le parti. Maleducati, irrispettosi, deturpatori, ci sono purtroppo ovunque nella nostra società".
In chiusura, Vannacci ha commentato anche l’ipotesi di una possibile proiezione nazionale di Silvia Salis come figura contrapposta a Giorgia Meloni. "Credo di no. Per ora abbiamo già avuto la Schlein, che ci ha fatto un gran piacere, e non so se la Salis vuole contribuire a questo piacere, siamo tutti contenti", ha detto.
Alla domanda se possa essere lui l’anti-Meloni, Vannacci ha risposto con una battuta e poi con un messaggio politico: "Oddio, io non sono dello stesso sesso, per cui non so se mi si possa considerare anti-Meloni nella maniera più assoluta. Io sono una persona che porta avanti un programma specifico con dei principi e dei valori ben definiti e che non sono tanto lontani da quelli che il presidente del Consiglio aveva indicato come Trebisonda, come obiettivo all’inizio del mandato. Probabilmente ha perso un poco l’angolo di rotta. Futuro Nazionale è qua per riportare l’imbarcazione sulla rotta corretta".
Infine il commento su Carlo Calenda, che, proprio a Genova in occasione della presentazione del suo libro al Sivori, si era detto aperto al dialogo con il centrosinistra in caso di una futura candidatura nazionale di Salis: "Calenda deve fare pace col cervello", ha chiosato Vannacci. "Dice sì al centrodestra se c’è Marina Berlusconi e sì al centrosinistra se c’è Silvia Salis. Si decida. In ogni caso, ogni volta che parla lui, noi guadagniamo punti: continui pure così, ci fa un favore".






















