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Attualità | 19 maggio 2026, 14:24

Nuovo Ferraris, l’allarme di Confcommercio: "10mila metri quadri di commerciale a Marassi uccideranno il quartiere"

Commercianti e CIV lanciano un appello contro il progetto di restyling dello stadio: "Non trasformate l’impianto in un centro commerciale. Senza vincoli blindati, le piccole imprese locali rischiano la chiusura"

Nuovo Ferraris, l’allarme di Confcommercio: "10mila metri quadri di commerciale a Marassi uccideranno il quartiere"

Cresce la preoccupazione tra gli imprenditori genovesi del commercio e dei pubblici esercizi riguardo al progetto di restyling dello stadio Luigi Ferraris. Dopo le notizie apparse sulla stampa, Confcommercio e la Consulta dei CIV hanno lanciato un duro monito contro la previsione di destinare 10.000 metri quadrati all'interno dell'impianto ad attività commerciali e di somministrazione.

Secondo Confcommercio e i CIV, questa misura non rappresenta un’opportunità, bensì una minaccia diretta alla tenuta economica e sociale del quartiere. A differenza di altre zone cittadine, Marassi ha saputo resistere finora all'avanzata della Grande Distribuzione grazie a una peculiare "bolla di resilienza" creata dall'indotto dello stadio e dal legame identitario tra tifosi e locali storici.

"Lo stadio a Marassi non è un corpo estraneo, è il cuore di un ecosistema - spiega Umberto Solferino, presidente della Consulta dei CIV di Confcommercio - La somministrazione qui non è solo consumo: è aggregazione sociale e fedeltà che dura da generazioni. Permettere 10.000 mq di offerta interna significa drenare questo flusso vitale, rompere il rapporto di vicinanza e identità e condannare le piccole imprese che finora hanno fatto da scudo contro la desertificazione commerciale".

I rappresentanti del commercio nutrono forti dubbi riguardo alla natura delle future aperture, citando come precedente negativo l'esperienza del Palasport. "Le promesse sui 'negozi a tema' le abbiamo già sentite per il Palasport e sappiamo come è finita: c'è dentro di tutto - sottolinea Ilaria Natoli, vice presidente Confcommercio Genova e presidente del CIV via XX Settembre - Non esiste alcuna legge che ci tuteli una volta autorizzate le superfici. Senza vincoli scritti e invalicabili, il 'tematismo sportivo' è solo una maschera per l'ennesimo centro commerciale".

A rincarare la dose è Roberta Toscano, presidente del CIV di Marassi: "Siamo già circondati: il Mirto, l'ex Mercato di Corso Sardegna e nove supermercati in 500 metri. Il quartiere ha già un'offerta di somministrazione sproporzionata rispetto alla domanda quotidiana. Se pizzerie, hamburgerie e paninoteche aprono dentro le mura dello stadio, i locali del quartiere, che pagano affitti e tasse tutto l'anno da moltissimi anni per garantire un presidio di sicurezza e luce nelle vie, rischieranno la chiusura".

L'associazione si dice pronta a intraprendere ogni azione necessaria per difendere il tessuto economico locale. "Come Confcommercio siamo pronti a portare avanti la nostra battaglia con forza - conclude Manuela Carena, membro di Giunta di Confcommercio Genova e presidente del CIV Colombo Galata - Non è un problema limitato a Marassi ma è una questione di visione di città: non accetteremo che si favoriscano i grandi investitori a scapito di chi vive e lavora sul territorio. Per lo stadio chiediamo garanzie blindate: niente alimentare, niente somministrazione selvaggia, solo articoli sportivi specializzati. E per la città chiediamo opere con una visione strategica, che non portino vantaggi a pochi per fare chiudere tanti e favorire la desertificazione".

Redazione

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