Il possibile definanziamento del prolungamento della metropolitana da Canepari a Rivarolo e del secondo lotto della stazione Martinez accende la protesta di Cgil Genova e Fillea Cgil, che parlano di un “vulnus indelebile” destinato a colpire duramente i quartieri della Valpolcevera e di Marassi.
Secondo quanto denunciato dai sindacati, il decreto con cui il Ministero dei Trasporti sarebbe pronto a tagliare 74 milioni di euro rischia di compromettere in maniera pesante il futuro della mobilità pubblica cittadina, dopo anni di cantieri e sacrifici sostenuti dai residenti.
“La Valpolcevera vedrebbe compromessa la mobilità pubblica e subirebbe un danno enorme dopo anni di sacrifici, ore infinite di code per raggiungere il posto di lavoro, scavi, polveri e rumore costante che hanno reso la vita degli abitanti del quartiere un inferno, specie per gli anziani e i più piccoli”, scrivono Cgil e Fillea in una nota congiunta.
Nel mirino anche la situazione della stazione Martinez-Terralba. Secondo i sindacati, il rischio concreto è quello di vedere realizzata soltanto la fermata ferroviaria, senza però il parcheggio di interscambio e senza il collegamento pedonale previsto dal progetto originario. “In sostanza usufruirebbe di un progetto incompleto”, sottolineano.
La preoccupazione riguarda anche l’occupazione. Cgil e Fillea evidenziano infatti come non tutti i lavoratori precedentemente impiegati nel cantiere di Brin siano stati richiamati al lavoro, nonostante gli impegni assunti dalle istituzioni nei mesi scorsi.
Per questo le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato da parte di Comune, Governo e Ferrovie dello Stato affinché venga garantita la continuità delle opere e la piena operatività dei cantieri.
“La Cgil e la Fillea Cgil chiedono che siano messe in campo tutte le azioni possibili per garantire la continuità dell’opera e la piena operatività dei cantieri”, si legge ancora nella nota. L’obiettivo, spiegano i sindacati, è “tutelare in primis i lavoratori dei cantieri e dare ai quartieri di Rivarolo e Marassi la possibilità di essere davvero collegati e integrati con la città”.














