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Cronaca | 21 maggio 2026, 19:18

Morte Martina Rossi, Albertoni e Vanneschi condannati a risarcire i genitori con oltre un milione

Per il giudice la caduta dal balcone avvenne mentre la ventenne genovese tentava di sfuggire alla violenza sessuale. Il padre Bruno: “Non hanno mai chiesto scusa, la nostra punizione non finisce mai”

Morte Martina Rossi, Albertoni e Vanneschi condannati a risarcire i genitori con oltre un milione

Il tribunale civile di Arezzo ha condannato Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi a risarcire con oltre un milione di euro i genitori di Martina Rossi, la studentessa genovese morta a 20 anni il 3 agosto 2011 dopo essere precipitata dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca mentre, secondo la sentenza penale definitiva, tentava di sfuggire a un tentativo di violenza sessuale.

A riportare la notizia è il Corriere di Arezzo. La sentenza, firmata dal giudice civile Fabrizio Pieschi e depositata ieri, stabilisce un risarcimento di 489.836 euro alla madre Franca Murialdo, 457.563 euro al padre Bruno Rossi e altri 74.531 euro da corrispondere congiuntamente ai due genitori per danni patrimoniali e per la tentata violenza.

Albertoni e Vanneschi erano stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di Martina Rossi. Il giudice civile ha stabilito che, anche se il reato di “morte come conseguenza di altro delitto” era stato dichiarato prescritto in sede penale, nel giudizio civile il nesso è stato accertato secondo il criterio del “più probabile che non”, escludendo un concorso di colpa della vittima.

La sentenza è immediatamente esecutiva, ma può essere impugnata in appello. Attraverso il ricorso i difensori di Albertoni e Vanneschi, che hanno sempre negato le accuse contestate, potranno chiedere anche la sospensione dell’esecutività.

"Questa sentenza è la naturale conseguenza della condanna penale", ha commentato Bruno Rossi, padre di Martina. "Finora Albertoni e Vanneschi non si sono mai fatti vivi, non hanno mai chiesto scusa e hanno versato in un fondo dedicato solo mille euro. La nostra punizione però non finisce mai".

Redazione

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