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Cronaca | 21 maggio 2026, 16:56

Presunti appalti truccati in Questura, gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

La procura chiede il carcere per i due funzionari pubblici e i domiciliari per gli altri: al centro dell’inchiesta affidamenti diretti “spacchettati”, favori e lavori privati

Presunti appalti truccati in Questura, gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due funzionari pubblici e due imprenditori coinvolti nell’inchiesta della procura di Genova sui presunti appalti pilotati e sul sistema di corruzione legato ad affidamenti pubblici e manutenzioni in edifici statali.

Davanti alla gip Elisa Campagna sono comparsi oggi Fernando Colangelo, ex dirigente della prefettura di Genova ed ex responsabile dell’ufficio amministrativo contabile della questura, e Mario Arado, sovrintendente tecnico della polizia poi trasferito a Savona. Per entrambi la pm Patrizia Petruzziello ha chiesto la custodia cautelare in carcere.

Hanno scelto il silenzio anche gli imprenditori Giovanni Carbonaro e Paolo Bocconi, per i quali la procura ha chiesto invece gli arresti domiciliari. Gli altri indagati saranno sentiti domani nell’ambito degli interrogatori preventivi.

L’inchiesta, nata dopo i blitz della guardia di finanza del 2024, riguarda presunti affidamenti diretti “spacchettati” per evitare il ricorso alle gare pubbliche e favorire alcune imprese in cambio di utilità e lavori privati.

Le accuse contestate a vario titolo sono corruzione, turbativa d’asta, peculato, truffa ai danni dello Stato, falso, frode nelle pubbliche forniture e rivelazione di segreti d’ufficio.

Redazione

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