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Attualità | 22 maggio 2026, 11:37

Transizione ecologica, Genova si prende la regia nazionale: nasce la Rete delle Città Circolari

Il capoluogo ligure farà da capofila per 28 Comuni italiani per intercettare i fondi europei. L'assessora Pericu: "Riprogettiamo il metabolismo della città"

Transizione ecologica, Genova si prende la regia nazionale: nasce la Rete delle Città Circolari

 La Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandro Terrile e della assessora all’Ambiente Silvia Pericu, ha approvato oggi la deliberazione n. 156 che sancisce la costituzione e l’avvio della Rete delle Città Circolari, individuando nel Comune di Genova il soggetto capofila per il coordinamento e l’attuazione di strategie comuni volte alla transizione ecologica.

L’iniziativa nasce dall’esperienza maturata con il progetto strategico “C-City – Genova Città Circolare” e dalla spinta del Circular City Forum. La neonata Rete, che ha già raccolto l’adesione di 28 amministrazioni locali (tra città metropolitane e centri di medie dimensioni), si pone l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi locali per costruire un modello di governance condiviso, basato su metriche scientifiche e strumenti operativi replicabili.

In qualità di ente capofila, Genova guiderà la redazione del Manifesto delle Città Circolari e coordinerà l’accesso a finanziamenti nazionali ed europei, valorizzando il posizionamento strategico della città già consolidato attraverso il recente Bilancio di Sostenibilità e la partecipazione a network internazionali come MedCities e la European Circular Cities Declaration.

«La nascita della Rete è la naturale evoluzione di un percorso che vede Genova impegnata nel superamento del modello lineare di consumo- dichiara l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu- Abbiamo avviato questa rete ad aprile, hanno già aderito una trentina di città. È un modo per avviare un dialogo nazionale e internazionale per intercettare anche finanziamenti. Come capofila, ci impegneremo a standardizzare i parametri di “long use” e “reuse”,  trasformando i rifiuti da onere gestionale a risorsa strategica all’interno del ciclo urbano. Non parliamo solo di riciclo, ma di una riprogettazione sistemica dei servizi che coinvolge l’intero metabolismo della città. La sfida tecnica è ora quella di integrare le diverse buone pratiche locali in un Manifesto operativo che fornisca alle città strumenti di misurazione certi: solo attraverso una governance dei dati ambientali e la co-progettazione con gli stakeholder potremo realmente scalare le soluzioni circolari su scala nazionale ed europea, consolidando il ruolo di Genova come laboratorio di innovazione resiliente».

Redazione

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