Riprendere il percorso di riqualificazione e valorizzazione dell’Acquedotto Storico di Genova, dando continuità agli interventi già avviati negli anni scorsi e costruendo una strategia più ampia per trasformare il tracciato in un vero sistema escursionistico, culturale e ambientale al servizio della Val Bisagno e della città. È l’obiettivo della mozione approvata all’unanimità dal consiglio del municipio Media Val Bisagno, presentata dal consigliere Massimo Malagugini per la lista Gruppo Passadore Presidente.
Un documento molto articolato, che parte dal valore dell’acquedotto come elemento identitario e strategico della vallata: un percorso che attraversa buona parte del territorio municipale e che, secondo i proponenti, può diventare il perno di un progetto integrato capace di collegare attività escursionistiche, forti genovesi, nuove mura, crose, drogoli, emergenze storico-artistiche e luoghi simbolici come il cimitero monumentale e l’abbazia di San Siro.
Nel testo si richiama il lavoro avviato nel 2020, sotto la presidenza municipale di Roberto D’Avolio e con la consigliera delegata Claudia Benassi, quando venne elaborato un primo documento di restyling per individuare gli interventi prioritari: percorribilità, sicurezza, segnaletica, cartellonistica, aree picnic e iniziative di promozione. Da quel percorso nacque poi un documento attuativo del Comune per un primo lotto di interventi.
Secondo quanto ricostruito in aula, molti obiettivi di quella fase sono stati raggiunti, in particolare sul ripristino della percorribilità nei tratti più ammalorati o interessati da frane. A Staglieno resta aperta una controversia tra pubblico e privato ora in mano all’avvocatura; a Trensasco il percorso è stato ripristinato con una passerella in corrispondenza della frana; a Pino-Ca’ de Rissi l’intervento è concluso, ma l’apertura è subordinata al rifacimento di un muro di contenimento privato da parte degli adiacenti condomini.
La mozione impegna presidente e giunta municipale a riaprire il dossier e a portare avanti una serie di interventi: la messa in sicurezza dei tratti ancora privi di parapetti o corrimano adeguati, secondo le prescrizioni della Soprintendenza; l’ampliamento del sistema di segnalazione per le emergenze collegato al numero unico 112, oggi composto da tasselli numerati dall’1 al 43, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra un punto e l’altro da 500 a 250 metri; la posa delle lastre di Luserna mancanti, circa 22, nel tratto Pino-Trensasco, prima della nuova passerella.
Tra i punti centrali anche l’attuazione dei due percorsi accessibili alle persone con disabilità già individuati nel 2020: uno tra Pino e Trensasco, lungo circa 2 chilometri, e uno nella zona di San Siro, dalla casetta dei filtri del circolo Serto fino a casa Dolcini, per circa 3 chilometri. La mozione chiede inoltre di individuare un percorso ginnico attrezzato tra l’oasi di San Siro e l’area di sosta sopra il ponte della Medical System, nell’area Glicine, e di prevedere un sistema di illuminazione con corpi illuminanti alimentati da pannelli fotovoltaici, compatibili con le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche del tracciato.
Nel documento trovano spazio anche le aree picnic e ristoro, con una possibile collocazione nell’oasi di San Siro, l’ipotesi di uno spazio informativo presso la sede del municipio IV e la verifica sull’utilizzo del gabbiotto dell’ex edicola di piazza Suppini come centro informativo per le attività della vallata. Altro capitolo riguarda il coinvolgimento delle scuole, attraverso visite guidate con volontari e studiosi, una possibile “settimana dell’acquedotto e dell’ambiente” e giornate di pulizia del tracciato con studenti, volontari, municipio e Comune.
Malagugini ha voluto ringraziare anche la rete di associazioni e volontari che già oggi si occupa del percorso: "Mi sembra opportuno ringraziare la Federazione dell’Acquedotto e i volontari, che tra sabato e domenica hanno svolto due giornate di pulizia", ha detto in aula, ricordando il ruolo di una rete civica considerata fondamentale per la manutenzione e la valorizzazione del manufatto.
Sul piano più strategico la mozione chiede infine di avviare collaborazioni con dipartimenti universitari per arrivare a un masterplan dell’Acquedotto Storico: uno strumento utile a pianificare nel tempo gli interventi, la manutenzione, la comunicazione e l’identità visiva, ma anche a candidare il progetto a bandi e finanziamenti dedicati al recupero e alla valorizzazione di sistemi architettonici e territoriali di rilievo storico-culturale.
Dal centrodestra, il consigliere Vincenzo Apicella di Fratelli d’Italia ha condiviso il merito della mozione, sottolineando però la necessità di inserirla nel percorso già avviato con Regione e Comune: "Quello che si chiede nella mozione lo si condivide, ma sarebbe meglio impegnare il presidente a portare questi punti al tavolo di lavoro in Regione. Sarebbe il passaggio più giusto e corretto", ha osservato.
Sulla stessa linea anche Maurizio Uremassi, capogruppo di Vince Genova: "È stato fatto tanto sull’acquedotto e bisogna collegarsi con il Comune, perché i fondi dal municipio non ci sono". La consigliera Paola Nicora, sempre di Vince Genova, ha ribadito l’importanza del progetto, ma anche la necessità di tutelare il percorso: "Bene l’idea di portare avanti un parco acquedotto. Deve essere un percorso pedonale con accesso ai residenti. Se facciamo passare veicoli a motore, le pietre saranno sempre da sostituire. Ci vuole poco a romperle".
In replica, Malagugini ha precisato che la mozione non intendeva cancellare il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni, ma anzi ripartire proprio da quanto già costruito: "Non voleva essere un dire “voi non avete fatto niente”. Anzi, nella mozione è scritto che in questi anni si è riusciti a raggiungere molti degli obiettivi individuati. Chiediamo semplicemente che il presidente possa ridare il via al percorso", ha spiegato.
Il consigliere ha poi chiarito che la proposta nasce anche da un confronto con gli assessori comunali competenti, tra cui Emilio Robotti e Massimo Ferrante, e che l’obiettivo è superare la dimensione strettamente municipale: "L’acquedotto arriva fino al Porto Antico ed è un elemento strategico non soltanto per noi, ma per tutta la città. Attraverso un masterplan, calibrato sui bandi europei, potremmo provare a ottenere finanziamenti per opere di riqualificazione più onerose".
Nel dibattito è intervenuta anche Angela Villani della Lega, ricordando le attività culturali già promosse negli anni scorsi: "Ci terrei che quei piccoli interventi fatti fossero citati, non nei confronti della giunta, ma dei soggetti stessi che hanno lavorato gratuitamente", ha detto.
Al termine della discussione la mozione è stata approvata all’unanimità. Il presidente del municipio Lorenzo Passadoreha salutato il voto compatto del consiglio definendolo "un bel risultato".














