Il tribunale di Genova ha inflitto una condanna a 9 anni di reclusione nei confronti di un educatore di quarant'anni, ritenuto colpevole di reati gravissimi: aver indotto una ragazza di 15 anni a consumare rapporti sessuali offrendole in cambio dello Xanax e il possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. La decisione dei giudici ha sorpreso per la sua severità, raddoppiando di fatto i 4 anni e sei mesi che erano stati inizialmente sollecitati dal pubblico ministero Valentina Grosso. Il legale del condannato, l'avvocato Giuseppe Sciacchitano, ha comunque già fatto sapere che presenterà ricorso in appello.
La vicenda ha avuto inizio nel 2023, dopo che i due si erano conosciuti su una piattaforma di incontri online. Al momento del blitz delle forze dell'ordine per la perquisizione, il quarantenne ha cercato di prendere tempo, ritardando l'accesso degli agenti per tre quarti d'ora, un lasso di tempo sfruttato per formattare e azzerare uno dei suoi telefoni. Nonostante questo tentativo di occultare le prove, l'analisi dei computer da parte degli inquirenti ha portato alla luce un archivio illecito composto da 1.884 immagini e 168 filmati pedopornografici.
Nel corso del procedimento giudiziario, la difesa ha tentato di smontare l'impianto accusatorio su due fronti. Da un lato ha negato che vi fossero prove certe sul fatto che il farmaco fosse stato utilizzato come vera e propria moneta di scambio per ottenere i rapporti. Dall'altro, ha provato a giustificare la presenza dei file illeciti sostenendo che fossero stati scaricati tramite un sistema peer-to-peer (un protocollo di rete in cui i computer degli utenti comunicano e scambiano dati direttamente tra loro, senza passare da un server centrale). Secondo questa ricostruzione difensiva, l'uomo non avrebbe cercato o scelto deliberatamente quei contenuti scatenanti l'inchiesta, ma se li sarebbe ritrovati sul disco fisso come conseguenza automatica e non voluta del funzionamento tecnico del programma di condivisione. Una tesi che non ha convinto il collegio giudicante.














