C’è una talpa bloccata nel sottosuolo, a oltre sei metri di profondità e sotto falda, nel tratto di realizzazione del microtunnel che deve passare sotto la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. Da quel guasto dipende oggi il destino del cantiere di piazza Cosma Clavarino, a Sestri Ponente. Ed è proprio questo il problema tecnico che ha fermato l’intervento per lo spostamento degli oleodotti, opera preliminare all’adeguamento idraulico del rio Molinassi e alla modifica del suo sbocco a mare, interventi inseriti nel più ampio progetto collegato anche all’espansione dello stabilimento Fincantieri, per un investimento complessivo di oltre 77,6 milioni di euro. Il risultato è uno slittamento dei lavori stimato in circa 7-8 mesi, con la conclusione prevista nell’estate 2027.
Il cantiere, consegnato l’11 luglio 2024, riguarda la risoluzione delle interferenze degli oleodotti. In pratica, prima di intervenire sul rio Molinassi era necessario spostare le condotte esistenti attraverso un nuovo tracciato sotterraneo. Il progetto prevedeva un primo tratto in microtunnel per sottopassare la ferrovia Genova-Ventimiglia, un tratto in trincea fino all’area Talea, cioè il parcheggio Coop, e un secondo tratto in microtunnel dall’area fino a piazza Clavarino.
Nella prima fase i lavori hanno interessato diversi punti del quartiere: traversa Ronchi Levante, dove si trova il pozzo di partenza del primo microtunnel; l’area Rfi a monte della linea ferroviaria, dove si trova il pozzo di arrivo; l’area Talea, con il pozzo di partenza del secondo microtunnel; e poi, dalla primavera 2025, piazza Clavarino, dove è stato realizzato il pozzo di arrivo del secondo microtunnel.
A febbraio 2026 tutti i pozzi necessari alla realizzazione dei microtunnel risultavano completati. Il cantiere, quindi, era già entrato in una fase avanzata. Poi, però, è arrivato l’intoppo che ha cambiato completamente i tempi dell’opera.
Il 9 novembre 2025, appena iniziato lo scavo del primo microtunnel, quello destinato a passare sotto la ferrovia, il macchinario si è bloccato. Una criticità particolarmente complessa perché la macchina si trova sotto falda, a oltre sei metri di profondità. Per questo non può essere semplicemente estratta dal pozzo per verificare il guasto o procedere a eventuali riparazioni.
"Non si può fare altro che aspettare che risolvano il problema di questo macchinario che si è bloccato – spiega l’assessore alle Manutenzioni del Municipio Medio Ponente Davide Minzoni –. È una talpa che si è fermata e non possono semplicemente estrarla perché c’è l’acqua di mare. Se la estraggono senza le necessarie precauzioni si rischiano problemi, anche perché si lavora in presenza d’acqua".
Per recuperare la macchina è necessario predisporre un campo pozzi capace di abbassare temporaneamente il livello della falda fino a quota meno dieci metri dal piano campagna. Le verifiche effettuate da ditte specializzate hanno evidenziato la necessità di utilizzare pompe in grado di emungere circa mille litri d’acqua al secondo, così da garantire la sicurezza degli operatori durante le fasi di estrazione del macchinario bloccato.
Ma non basta pompare l’acqua. La normativa ambientale impone che le acque emunte dai pozzi, prima di essere scaricate in mare o in un altro corpo recettore, rispettino specifici parametri, in particolare il limite di torbidità. Per questo Città Metropolitana, competente per il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale, ha chiesto che le portate estratte vengano trattate attraverso un sistema di decantazione del materiale fine sospeso.
La richiesta di autorizzazione era stata presentata il 20 gennaio 2026, ma l’Aua necessaria per procedere all’estrazione della macchina del primo microtunnel è stata rilasciata soltanto l’8 maggio 2026, dopo richieste di integrazione. L’appaltatore ha quindi previsto l’arrivo in cantiere, a metà giugno 2026, del macchinario realizzato su specifiche per l’intervento e necessario alla sedimentazione del materiale fine.
Solo dopo il montaggio e l’avvio di questo impianto potranno cominciare le attività per estrarre dal pozzo la macchina microtunnel rimasta bloccata. E soltanto dopo il recupero del macchinario sarà possibile riprendere il percorso dell’opera: prima lo scavo del primo microtunnel, poi quello del secondo, la posa delle tubazioni del primo tratto, la realizzazione del tratto in trincea e infine la posa delle tubazioni del secondo microtunnel.
"Il disagio per gli abitanti c’è - prosegue Minzoni - però il cantiere può avere problematiche e ritardi. In questo caso il problema tecnico è stato abbastanza grave. Erano avanti, mancava poco, avrebbero chiuso questa fase, poi è subentrato l’intoppo. Nell’ambito dei lavori e dei cantieri purtroppo possono esserci situazioni di questo tipo".
L’assessore richiama anche la possibilità che le analisi sulle acque marine rendano il percorso ancora più complesso: "Ci saranno analisi e valutazioni, probabilmente c'è dell'amianto, e questo potrà rallentare ancora di più. Potrebbe essere trattato come rifiuto speciale, quindi i tempi non possono essere immediati".
Al momento il ritardo viene quantificato in circa 7-8 mesi, considerando l’ipotesi che la talpa possa riprendere lo scavo del primo microtunnel a fine giugno. La previsione, però, resta condizionata da diversi fattori: l’effettiva produzione del macchinario, il tipo di terreno che verrà incontrato durante l’avanzamento e i periodi di interruzione della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia necessari per lo scavo nel tratto in ombra ai binari.
La prospettiva indicata dal Municipio porta quindi all’inizio dell’estate 2027, sempre nell’ipotesi che non emergano ulteriori impedimenti. Una volta completati i microtunnel e il tratto in trincea, l’intervento dovrà essere ultimato con il collegamento delle nuove tubazioni agli oleodotti esistenti, operazione che sarà realizzata direttamente dalle società degli oleodotti. Solo dopo potranno seguire i collaudi finali.
"Ci vorrà tempo, almeno un anno, almeno fino all’estate del 2027 - conclude Minzoni -. Non si può fare altro che aspettare che venga risolto il problema della talpa bloccata".














