Tavolo delle trattative definitivamente saltato e scontro aperto, a suon di lettere protocollate, tra le associazioni dei consumatori di Genova e della Liguria da una parte e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale dall’altra.
Il motivo del dissidio sono i ristori chiesti dalla cittadinanza di Sestri Ponente a seguito dei danni materiali e dei disagi patiti nei mesi scorsi durante alcune delle lavorazioni più impattanti del cantiere per il ribaltamento a mare di Fincantieri.
In particolare, le operazioni di palificazione nel sottosuolo del porto hanno comportato vibrazioni continuative e assai disturbanti, oltre che con conseguenze concrete, in parecchie strade della delegazione e da qui è partita una lenta e difficile trattativa tra i rappresentanti dei consumatori e Autorità Portuale per conto dell’appaltatore.
Pareva esser pronto un accordo, ma nelle ultime ore è saltato tutto e il quadro di conflittualità emerge da una nota a firma di Assoutenti Liguria, Adoc Genova e Liguria, Assoutenti Genova e Federazione Ligure Confedilizia.
"Si chiude nel peggiore dei modi la lunga trattativa tra l’Autorità Portuale e le associazioni di cittadini e consumatori per il risarcimento dei danni causati dal cantiere “P.2879 Fase 2” nel quartiere di Sestri Ponente. Dopo mesi di incontri, bozze di protocollo e impegni assunti al tavolo, l’Autorità, nella persona del suo presidente Paroli, ha scelto di fare marcia indietro, rimangiandosi quanto concordato e scaricando la responsabilità della rottura sulle associazioni che rappresentano i danneggiati. Una scelta che ha dell’incredibile: l’Autorità Portuale, anziché onorare gli accordi raggiunti, ha preferito inviare una lettera in cui ribalta i fatti, attacca il comportamento delle associazioni e lancia velate minacce processuali. Peccato che la storia, i documenti e i verbali del tavolo di conciliazione raccontino tutt’altro", così afferma Furio Truzzi, presidente regionale di Assoutenti, chiamando direttamente in causa il presidente di Adsp, Matteo Paroli.
E ancora, ripercorrendo la trattativa: "Si è giunti all’erogazione di una cifra di 300mila euro, da distribuire nella misura di 1000 euro a nucleo familiare, secondo Autorità Portuale. Poi, man mano, questa cifra si è assottigliata, perché secondo l’ente vanno inclusi anche quei soggetti che non hanno presentato richiesta attraverso le associazioni dei consumatori". Rosanna Stifano, presidente di Assoutenti Genova, aggiunge: "Autorità Portuale ribalta i fatti e manca di rispetto a chi, per mesi, ha tollerato polvere, rumore e disagio quotidiano".
Secondo Paolo Prato, presidente della Federazione Ligure Confedilizia, "quello che è accaduto è inaccettabile: un ente pubblico che prima si siede al tavolo, poi nega di aver detto quello che ha detto, e infine accusa chi ha sofferto i danni di essere il responsabile della rottura".
Truzzi traccia lo scenario futuro: "Depositeremo le istanze di mediazione a partire da lunedì. È il primo passo verso la causa civile. Il paradosso è che questa strada costerà alla collettività molto di più dei 300mila euro messi a disposizione dall’appaltatore, decuplicandosi in oltre 3 milioni di euro. Il 1° luglio, quindi, è in programma una assemblea pubblica al Palazzo Pessagno di via Sestri". Secondo Assoutenti, infatti, il numero dei contenziosi potrebbe arrivare sino a ottocento.
A replicare è Autorità Portuale, che afferma: "In caso si abbandonasse il percorso conciliativo, sarà nostro dovere ribadire in ogni sede, e con la dovuta fermezza, quanto già chiaramente rappresentato nel corso dell’intera vicenda: l’assenza di qualsivoglia responsabilità dell’Autorità di Sistema Portuale e dell’appaltatore in relazione ai fatti oggetto delle pretese avanzate; l’assenza di elementi probatori idonei a fondare le richieste risarcitorie formulate; la piena legittimità dell’operato di questa Autorità, che ha agito, e continua ad agire, nel rigoroso rispetto delle norme e nell’esclusivo interesse pubblico alla realizzazione di un’infrastruttura strategica per il territorio". Rimane comunque, per il momento, "la nostra massima disponibilità a definire il protocollo di intesa, nella ferma convinzione che la soluzione negoziale rappresenti l’esito più auspicabile".














