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Attualità | 24 giugno 2026, 10:59

Materna Tina Quaglia, fumata nera all'incontro: i genitori chiedono un confronto urgente con l'assessora Bruzzone

Tagli alle sezioni e cambio di metodo educativo senza risposte concrete. La protesta delle famiglie: "Decisioni calate dall'alto e comunicazione tardiva, si rinvii il progetto"

Materna Tina Quaglia, fumata nera all'incontro: i genitori chiedono un confronto urgente con l'assessora Bruzzone

Si è concluso con un nulla di fatto e con forti tensioni l'incontro di lunedì scorso alla scuola dell'infanzia comunale Tina Quaglia di via Vecchi, a Quarto.

Convocata su esplicita richiesta dei genitori per illustrare le novità del prossimo anno scolastico, la riunione, alla quale hanno preso parte tecnici e dirigenti del comune e il corpo docente dell'istituto, ha confermato i timori peggiori delle famiglie: la soppressione di una sezione a partire dall’anno scolastico 2026/2027 e il conseguente taglio del personale docente.

Una decisione che ha suscitato forte preoccupazione. Nel mirino delle famiglie c'è innanzitutto il dietrofront della giunta rispetto agli impegni presi pubblicamente all'inizio dell'anno: “Ricordiamo che la Sindaca Silvia Salis, sui propri canali social a gennaio 2026, aveva promesso che non avrebbe chiuso sezioni di scuole dell’infanzia, ma al contrario avrebbe implementato il personale. Quanto sta accadendo alla Tina Quaglia è esattamente il contrario di quanto dichiarato”.

A peggiorare la situazione si aggiunge il mistero sul futuro dell'organico. Alla richiesta diretta dei genitori di conoscere quali insegnanti non saranno più presenti a settembre, non è stata fornita alcuna risposta. Un cambio di rotta che per le famiglie sa di beffa, dato che “all’open day di febbraio per i nuovi iscritti la scuola e il metodo educativo presentati erano tradizionali e non prevedevano le sezioni aperte. Le famiglie si sono iscritte sulla base di quel progetto”.

Durante l'incontro, la pedagogista del Comune a illustrato il nuovo modello delle “sezioni aperte”, che prevede la possibilità per i bambini di scegliere quotidianamente quali laboratori o atelier frequentare e con quale insegnante. Un metodo che sulla carta appare stimolante, ma che si scontra con la realtà strutturale di via Vecchi: “Sembrerebbe essere un metodo mirato all'attenzione del bambino, peccato che gli spazi e le risorse ai quali si prende ispirazione siano totalmente diversi da quelli a disposizione e che per utilizzare questo metodo occorra una formazione mirata”.

Nel corso degli ultimi giorni, le famiglie si sono  confrontate con i professionisti che seguono bambini e bambine del Firpo, dove questo modello è già attivo, raccogliendo pareri prevalentemente critici: si evidenziano forti difficoltà legate alla continuità educativa e alla stabilità delle figure di riferimento, indispensabili soprattutto per i bambini più piccoli o fragili.

Il dibattito con la delegazione comunale è durato circa un'ora, ma i nodi principali sono rimasti irrisolti, rimandando ogni ulteriore chiarimento a un nuovo incontro nel mese di settembre. Una tempistica giudicata inaccettabile dalle famiglie, che avevano proposto di congelare e rinviare la sperimentazione all'anno successivo per permettere una scelta consapevole. La richiesta è stata però respinta.

“L’impressione condivisa da molti genitori è stata quella di una comunicazione tardiva e poco trasparente, a fronte di decisioni già assunte. Riteniamo poco professionale introdurre un cambiamento così rilevante in un contesto delicato come quello della scuola dell’infanzia senza un adeguato percorso di informazione e confronto con le famiglie”.

I genitori precisano di non voler fare una battaglia ideologica contro il cambiamento, ma chiedono gradualità e rispetto per i tempi dei bambini. Per questo motivo, la lettera si chiude con un appello formale alle istituzioni per scavalcare il muro di gomma incontrato nella riunione di lunedì: “Chiediamo formalmente un incontro urgente all’Assessora Bruzzone e alle direttrici d'area per discutere il provvedimento e le criticità emerse”.

I.R.

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