Il XXV Rapporto annuale dell’INPS offre una fotografia utile per valutare la tenuta del sistema sociale anche in Liguria. Dati che, secondo la UIL Liguria, non devono restare soltanto numeri, ma diventare strumenti concreti di programmazione per rafforzare welfare, lavoro dignitoso e legalità contributiva.
A sottolinearlo è Giovanni Bizzarro, segretario confederale UIL Liguria con deleghe a fisco, sicurezza e legalità, welfare, esattorie e bilancio pubblico, commentando i principali indicatori regionali contenuti nel Rapporto.
Un primo elemento riguarda la contrattazione collettiva: nel 2025, in Liguria, al 95,5% dei dipendenti delle imprese private extra-agricole risulta applicato un contratto collettivo firmato da UIL, CISL e CGIL, una percentuale superiore alla media nazionale.
“È un patrimonio da difendere soprattutto negli appalti, negli accreditamenti e nelle convenzioni finanziate con risorse pubbliche. La legalità parte dal contratto applicato, dal rispetto del costo del lavoro e dal contrasto al dumping contrattuale”, afferma Bizzarro.
Sul fronte del welfare familiare, il Rapporto evidenzia alcune criticità. Nel 2025 il tasso di utilizzo del Bonus asilo nido in Liguria si è fermato al 32,1% dei potenziali beneficiari, nonostante un tasso di occupazione femminile intorno al 62%.
“Occorre comprendere quanto incidano la scarsità dei posti, le liste d’attesa, le rette, la necessità di anticipare le spese, gli orari delle strutture e la complessità delle procedure. Un contributo economico non può sostituire una rete adeguata e accessibile di servizi per l’infanzia”, sottolinea il rappresentante della UIL.
Nel 2025, a fronte di 8.022 bambini nati in Liguria, sono stati registrati 5.169 beneficiari del Bonus nuovi nati, pari al 64,4% delle nascite, e 7.172 beneficiari dell’Assegno unico, pari all’89,4%. Si tratta, secondo quanto riportato dalla UIL sulla base del Rapporto, dei valori regionali più contenuti indicati nel documento.
Nel caso del Bonus nuovi nati, precisa il sindacato, va considerato il limite ISEE previsto dalla misura. Il dato sull’Assegno unico, per la sua natura universale, richiede invece un approfondimento sulle famiglie che non hanno avuto accesso alla prestazione.
Per questo la UIL Liguria propone un coordinamento tra INPS, Regione, Comuni, aziende sanitarie, consultori, CAF e patronati, affinché ogni famiglia venga informata tempestivamente dei propri diritti e delle opportunità disponibili.
Un altro tema riguarda il Reddito di Libertà: tra il 2021 e il 2025 risultano 132 domande pagate in Liguria.
“L’autonomia economica è una componente fondamentale della sicurezza delle donne vittime di violenza. Chiediamo di conoscere anche il numero delle domande presentate, quelle rimaste senza finanziamento e i tempi di pagamento, collegando il contributo economico a politiche per il lavoro, la casa e i servizi per i figli”, aggiunge Bizzarro.
Il Rapporto segnala poi che Carcare è l’unico Comune ligure dotato, al 31 dicembre 2025, di un Punto Utente Evoluto INPS, strumento pensato per avvicinare i servizi alle aree interne e alle persone con maggiori difficoltà digitali.
“In una regione anziana, con numerosi piccoli Comuni e territori distanti dai principali centri urbani, un solo PUE è insufficiente. L’esperienza di Carcare deve diventare il punto di partenza per una rete più capillare, senza sostituire gli sportelli fisici e l’assistenza dei patronati”, evidenzia il sindacalista.
Il Rapporto affronta anche il tema del Terzo settore, dove a livello nazionale lavorano oltre 855 mila persone: il 72,8% sono donne, il 64% ha avuto almeno un rapporto part-time e il 56,1% opera nella sanità e nell’assistenza sociale.
“Il welfare territoriale non può essere sostenuto comprimendo salari e diritti. Regione, aziende sanitarie, ATS Liguria, Comuni e Ambiti sociali devono garantire tariffe capaci di coprire il costo del lavoro e i rinnovi contrattuali, clausole sociali, continuità occupazionale e regolarità contributiva”, prosegue Bizzarro.
Elementi di fragilità emergono anche per il lavoro sportivo: su oltre 70 mila lavoratori sportivi dilettantistici censiti dal Rapporto, quasi tutti risultano collaboratori, mentre il lavoro dipendente resta residuale.
“L’emersione contributiva è positiva, ma deve trasformarsi in tutele effettive su compensi, sicurezza, maternità, malattia e futuro previdenziale”, osserva ancora la UIL.
Infine, il Rapporto evidenzia l’utilizzo di nuovi strumenti di controllo, come gli Indici sintetici di affidabilità contributiva, inizialmente applicati alle strutture ricettive e al commercio alimentare.
“La legalità contributiva tutela contemporaneamente lavoratori, imprese corrette e bilancio pubblico. Ogni contributo evaso sottrae diritti previdenziali, altera la concorrenza e trasferisce il peso del sistema sui contribuenti onesti. Chiederemo alla Direzione regionale INPS un confronto per costruire un quadro territoriale stabile sulla Liguria. I dati devono diventare strumenti di programmazione: servono più servizi, maggiore accessibilità, buona occupazione e controlli efficaci. Welfare e legalità non rappresentano costi improduttivi, ma investimenti fondamentali per la coesione sociale”, conclude Bizzarro.














