Domande tante, risposte zero. Nelle scorse settimane, il Comitato Palmaro, attraverso il suo presidente, Roberto Di Somma, ha chiesto spiegazioni rispetto al fatto che la Fascia di Rispetto di Palmaro non sarà realtà, almeno sino al 2035. Una bruttissima ‘scoperta’ che i cittadini hanno fatto in tempi recenti, ma senza che alcuna istituzione li avesse preparati in questo senso.
Ecco allora, che, essendo caduti nel vuoto tutti i quesiti, l’agguerrito Comitato, convinto a ben vedere di essere dalla parte della ragione, ha riportato tutto per iscritto, in una lettera inviata ad amministratori, consiglieri e rappresentanti delle istituzioni.
“Siamo una comunità - scrive il presidente Roberto Di Somma - che da oltre vent’anni attende risposte concrete. Abbiamo recentemente appreso, attraverso fonti istituzionali e conferme ufficiali, che la tanto attesa Fascia di Rispetto di Palmaro potrà iniziare a prendere forma, nella migliore delle ipotesi, non prima del 2035, e comunque solo dopo la realizzazione del Nodo Ferroviario di Genova. Una notizia che ha lasciato sgomenti centinaia di cittadini. In tutti questi anni abbiamo sentito parlare di autorizzazioni, dello spostamento del cavalcavia, di progettazioni, di finanziamenti e oggi del Nodo Ferroviario. Eppure nessuno, fino a oggi, aveva mai spiegato con chiarezza che la realizzazione della Fascia di Rispetto dipendesse da un percorso così lungo e complesso”.
Ecco allora che la prima domanda è la più scontata e inevitabile: “Perché nessuno ha mai avuto il coraggio di dire la verità ai cittadini di Palmaro? Perché, per oltre vent’anni, la politica ha lasciato che si alimentassero aspettative destinate a essere continuamente rinviate? Non vogliamo polemiche. Non vogliamo scaricare responsabilità su questa o quella amministrazione. Non ci interessa se il colore politico sia di destra o di sinistra. Vogliamo soltanto la verità”.
Per questo, il Comitato Palmaro chiede “una risposta scritta, chiara e trasparente, affinché ciascuno si assuma le proprie responsabilità rispetto a quanto accaduto. Palmaro è probabilmente il quartiere dell’estremo Ponente che più di ogni altro ha sopportato il peso dello sviluppo portuale, del traffico ferroviario, dell’inquinamento e delle servitù infrastrutturali. Eppure è anche il quartiere che, in cambio, ha ricevuto meno di tutti. Da decenni ascoltiamo promesse che puntualmente vengono rinviate”.
Il Comitato fa l’elenco di tutto quello che deve necessariamente essere chiarito: “Com’è possibile che, dopo la firma del Protocollo d’Intesa del 2021 tra Comune di Genova, Autorità di Sistema Portuale e Rfi, nessuno abbia più aggiornato i cittadini sul reale stato di avanzamento del progetto? Com’è possibile che la classe politica non conoscesse le effettive tempistiche dell’intervento? Com’è possibile che nessuno abbia approfondito seriamente il cronoprogramma delle opere? Com’è possibile che sia stato un semplice comitato di cittadini, attraverso l’analisi dei documenti, a comprendere che la Fascia di Rispetto sarebbe stata rinviata di almeno altri dieci anni? Com’è possibile che il quartiere più penalizzato della città continui a essere quello che riceve meno attenzione, meno investimenti e meno rispetto? Di chi sono le responsabilità politiche e amministrative di tutto questo? Siamo stanchi di giustificare ogni amministrazione che passa di qua: vogliamo sapere se ci sono state delle superficialità e delle sviste, noi non possiamo più aspettare, non cerchiamo colpevoli a tutti i costi. Cerchiamo responsabilità, trasparenza e rispetto. Come Comitato abbiamo il dovere morale di dare risposte ai cittadini che rappresentiamo e non possiamo più accettare che il nostro quartiere venga considerato una periferia da ricordare solo durante le campagne elettorali”.
Il Comitato auspica “di ricevere un riscontro scritto entro la fine dell’estate, che provvederemo a pubblicare integralmente, nel rispetto della massima trasparenza. Con l’auspicio che, dopo tanti anni di attese e promesse, prevalgano finalmente sincerità, responsabilità e rispetto nei confronti della nostra comunità”.














