Ogni domenica 'La Voce di Genova', grazie alla rubrica ‘Gen Z - Il mondo dei giovani’, offre uno sguardo sul mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi. L'autrice è Martina Colladon, laureata in Scienze della Comunicazione, che cercherà, settimana dopo settimana, di raccontare le mode, le difficoltà, le speranze e i progetti di chi è nato a cavallo del nuovo millennio.
Ogni estate si sente la stessa frase: “È in arrivo una nuova ondata di caldo”. La seconda, la terza, la quarta. Ma la domanda ormai viene spontanea: quando è finita la prima?
Perché la sensazione è che il caldo non se ne vada mai davvero. Cambiano i nomi dati dagli esperti, cambiano le previsioni meteo, ma le temperature sembrano non concedere alcuna pausa.
Anche quest’anno l’Italia, e Genova in particolare, sta facendo i conti con giornate sempre più afose, temperature elevate e un’umidità che rende difficile persino respirare. Il problema non è soltanto il termometro, ma quella sensazione costante di pesantezza che accompagna ogni momento della giornata.
Diventa complicato fare qualsiasi cosa. Studiare è un’impresa, lavorare richiede uno sforzo doppio, uscire per fare due passi o semplicemente portare fuori il cane diventa quasi una missione. Anche attività che normalmente associamo all’estate, come andare al mare, sembrano aver perso parte del loro fascino.
Una volta il bello era arrivare in spiaggia, correre verso l’acqua e sentire quel brivido appena si entrava in mare. Quel momento in cui l’acqua sembrava quasi ghiacciata e bastavano pochi secondi per trovare sollievo.
Oggi, invece, capita sempre più spesso di entrare in un’acqua già calda, che rinfresca molto meno e lascia quasi la sensazione di non essersi mai davvero liberati dall’afa.
L’unico posto dove sembra davvero possibile respirare è sotto un condizionatore. Chi lo ha in casa o sul posto di lavoro riesce almeno per qualche ora a trovare un po’ di sollievo. Gli altri cercano rifugio dove possono: nei centri commerciali, nei supermercati, nei negozi.
A volte non perché abbiano realmente bisogno di comprare qualcosa, ma semplicemente per concedersi qualche minuto al fresco e ricaricare le energie prima di tornare all’esterno.
E poi c’è Genova. Una città meravigliosa, ma che d’estate deve fare i conti con un’umidità che rende tutto ancora più difficile. Non è solo caldo: è quell’aria pesante che sembra fermarsi tra i palazzi e che rende faticoso perfino respirare.
Quando finalmente arriva un leggero soffio di vento, quasi ci si ferma ad apprezzarlo come fosse un piccolo miracolo. Dura pochi minuti, poi tutto torna esattamente come prima.
Nemmeno la sera rappresenta più un momento di tregua. Se un tempo si aspettava il tramonto per uscire a fare una passeggiata o dormire finalmente con un po’ di fresco, oggi le temperature rimangono alte anche durante la notte.
Le case fanno fatica a raffreddarsi, si dorme peggio e ci si sveglia già stanchi, senza aver realmente recuperato dalle ore più calde della giornata.
Per questo motivo c’è chi, appena possibile, sceglie di rifugiarsi in montagna, dove le temperature sono più miti e l’aria è decisamente più respirabile. Anche una semplice gita fuori città diventa un modo per scappare, almeno per qualche ora, da un caldo che sembra non lasciare alternative.
Al di là dell’ironia e delle battute sulle “continue ondate di calore”, il tema è però molto serio. Da anni gli esperti spiegano che il cambiamento climatico sta rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e intensi.
Le estati iniziano prima, finiscono più tardi e registrano temperature che fino a qualche decennio fa sarebbero state considerate eccezionali.
Quella che oggi viviamo come un’estate particolarmente calda rischia di diventare la normalità dei prossimi anni. E questo significa ripensare il modo di vivere le città, gli spazi pubblici, il lavoro e perfino le nostre abitudini quotidiane.
Nel frattempo non resta che cercare un po’ d’ombra, bere tanta acqua, sperare in qualche temporale che rinfreschi davvero l’aria e aspettare quel momento dell’anno che ormai molti attendono con sempre più impazienza: il primo giorno in cui si potrà finalmente aprire la finestra e sentire entrare in casa un po’ d’aria fresca.














