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Attualità | 23 luglio 2026, 12:07

TARI e Tassa di soggiorno, scontro totale tra Comune e categorie: le associazioni datoriali disertano il tavolo

Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA contro Palazzo Tursi per gli aumenti appresi dai giornali: "Non facciamo le comparse, la misura è colma"

TARI e Tassa di soggiorno, scontro totale tra Comune e categorie: le associazioni datoriali disertano il tavolo

È con profonda indignazione e sconcerto che le scriventi Associazioni datoriali apprendono – esclusivamente a mezzo stampa – dell’ennesimo e pesante incremento della TARI deliberato dal Comune di Genova.

La convocazione d'urgenza inviata in estremo ritardo dal Vicesindaco e dall'Assessore al Commercio, giunta soltanto a cose fatte e a decisioni già rese pubbliche sui giornali, rappresenta un gesto formale privo di qualsiasi sostanza politica e di rispetto istituzionale.

Per questa ragione, dopo un’attenta ed approfondita riflessione, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA hanno deciso unitariamente di NON PARTECIPARE all'incontro. Non ci prestiamo a fare da comparse per ratificare decisioni già prese altrove.

Prendiamo atto che il Comune abbia trovato il tempo di confrontarsi per tempo con le organizzazioni sindacali per concordare le giuste agevolazioni alle fasce deboli. Scelta corretta nel merito, ma che rende ancora più inaccettabile il trattamento riservato a chi rappresenta il tessuto economico della città. Le imprese genovesi sono forse considerate interlocutori di serie B?

Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA rappresentano migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori. Non siamo soltanto i principali contribuenti di Genova, con un carico di fiscalità locale tra i più alti d'Italia: siamo la spina dorsale della città. Le nostre luci accese, la nostra presenza nei quartieri, la vitalità dei nostri negozi, botteghe e laboratori sono il primo e più efficace presidio contro il degrado, la desertificazione urbana e la criminalità dilagante.

A questo quadro già allarmante si aggiunge quanto emerso sull'Imposta di Soggiorno: l'Amministrazione ha infatti già deciso di attingere alla quota del 40% (destinata al decoro urbano) per coprire i costi di AMIU, mentre insistenti indiscrezioni prospettano l'intenzione di prelevare risorse persino dalla quota del 60%, storicamente vincolata alla promozione e allo sviluppo turistico.

Esprimiamo la più assoluta contrarietà a questa impostazione:

Sulla quota del 40%, contestiamo fermamente che l'imposta sia trasformata in un "bancomat" per ripianare i costi ordinari o le inefficienze di un gestore, facendo pagare ai turisti servizi che dovrebbero essere coperti dalla TARI e depotenziando gli interventi aggiuntivi di decoro;

Sulla quota del 60%, respingiamo con forza anche solo l'ipotesi di un dirottamento: si tratterebbe di uno strappo gravissimo e inaccettabile rispetto agli accordi, alle norme e al ruolo del Tavolo di confronto con le categorie, sottraendo risorse vitali per l'attrattività e la promozione della città.

La misura è colma. Chiediamo al Comune una riflessione profonda e immediata sulle modalità di relazione con i corpi intermedi e preannunciamo che compiremo tutti i passi necessari per ottenere le risposte che finora ci sono state negate.

Respingiamo con fermezza il tentativo dell'Amministrazione di scaricare la responsabilità degli aumenti su un’applicazione "automatica" delle regole ARERA e sulle validazioni ARLIR. Se le norme nazionali definiscono i metodi di calcolo, è il Comune – e solo il Comune – a determinare l'efficienza del servizio, i costi aziendali riconosciuti e la qualità delle prestazioni pretese da AMIU.

Non è più tollerabile che ogni inefficienza o aumento dei costi interni del gestore si traduca automaticamente in un salasso per famiglie e imprese senza alcuna trasparenza.

Nello specifico, le Associazioni datoriali chiedono:

Un'inversione di rotta sul metodo: rispetto per il ruolo dei corpi intermedi e consultazioni preventive sui temi economici strategici;

Tutela dell'Imposta di Soggiorno: immediato "alt" al dirottamento della quota del 40% su costi di gestione ordinaria AMIU e garanzia assoluta di intoccabilità del 60% vincolato alla promozione turistica concordata con il settore;

Piena e immediata trasparenza sui costi reali riconosciuti ad AMIU;

Pubblicazione e consegna integrale del Piano Economico Finanziario (PEF), dei contratti di servizio e delle delibere di validazione ARLIR;

Indicatori chiari e pubblici sulla qualità e produttività del servizio reso alla città;

L'avvio concreto e non più rinviabile della tariffazione puntuale, affinché chi meno produce e meglio ricicla, meno paghi.

Il vero tema non è se l'ARERA imponga un metodo tariffario. Il vero tema è se questo Comune voglia continuare a far cassa sulle imprese o se intenda finalmente garantire il miglior servizio possibile al minor costo possibile.

Nelle more, avvieremo l'acquisizione formale di tutta la documentazione tecnica e contabile per valutare ogni formale sede di contestazione a tutela delle aziende rappresentate.. Attendiamo risposte concrete, trasparenti e documentate.

Redazione

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