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Cultura e spettacoli | 25 luglio 2026, 12:34

Caparezza porta il suo pianeta al Balena Festival, un viaggio tra immaginazione e creatività

Tappa genovese per lo spettacolo teatrale e visionario legato al nuovo album Orbit Orbit: oltre due ore di musica, scenografie monumentali e un racconto personale sulla forza dell'immaginazione

Foto di Isabella Rizzitano

Foto di Isabella Rizzitano

Un’altra serata, un altro sold out. Sul palco del Balena Festival, all’Arena del Mare, è arrivato l’immaginario di Caparezza, fatto di vulcani, meteoriti, universi paralleli. Il Live Tour 2026 andrebbe definito spettacolo più che concerto: oltre due ore di musica, narrazione e di scenografie impressionanti si mescolano per dar vita a un racconto che parla in tutto e per tutto dell’essenza dell’artista.

La tournée, che segna il ritorno dell'artista pugliese dopo quattro anni di assenza dai live e accompagna l'uscita del nuovo album Orbit Orbit (che ha vinto la Targa Tenco 2026 nella categoria “Miglior album in assoluto”) è costruita come un viaggio nello spazio, ma soprattutto dentro la mente. Una produzione imponente, con videoproiezioni, piattaforme mobili e scenografie fantascientifiche, che trasforma ogni canzone in un capitolo della storia.

È lo stesso Caparezza a spiegare al pubblico il significato del titolo dell'album e dell'intero spettacolo. Orbit Orbit nasce da un'onomatopea inventata, il suono dell'immaginazione che si mette in moto. Un concetto che per l'artista rappresenta “l'unica autentica forma di libertà che ci è rimasta”, una libertà che nessuno può togliere, “nemmeno in condizioni di costrizione, con le manette, in catene o dentro una gabbia”. Non a caso richiama anche il linguaggio del fumetto, il mondo in cui si è immerso negli ultimi anni dopo essersi dedicato alla sceneggiatura.

“Mi sono trasformato in qualcos'altro, ho cambiato pelle - racconta sul palco - Sono diventato uno sceneggiatore di fumetti”. Un percorso che descrive con la consueta ironia, contrapponendo il suo passato da “conscious rapper”, etichetta che dice di non aver mai realmente compreso, a quello di “unconscious rapper”, rappresentato nei fumetti addirittura svenuto.

Da qui prende forma il cuore del concerto: l'immaginazione come evasione verso “un pianeta più bello, più colorato, più giusto e sicuramente più creativo”. Un luogo simbolico dominato da un enorme vulcano, metafora della creatività, capace di eruttare idee. Ma quel vulcano, racconta, a un certo punto si è spento.

Caparezza condivide infatti con il pubblico anche il lato più intimo della genesi del disco. Ci sono stati momenti difficili, in cui “anche il pianeta dell'immaginazione diventa cinereo, funebre, si disfa poco alla volta e il vulcano smette di eruttare idee”.

Orbit Orbit nasce proprio dalla ricerca di un modo per riaccendere quella forza creativa e trasformare una fase di blocco in una nuova esplorazione. Il racconto personale diventa così il filo conduttore di uno show che alterna i brani del nuovo album ai grandi classici del repertorio, in un equilibrio continuo tra introspezione, satira e spettacolarità. Ogni elemento scenico contribuisce a costruire l'universo narrativo immaginato dall'artista, rendendo il concerto un'esperienza immersiva più vicina a un musical o a una graphic novel che a un live tradizionale.

Un elemento che accompagna ogni data del tour è anche il progetto solidale realizzato insieme a Emergency. In ciascun concerto, infatti, un fumettista o una fumettista sale sul palco per realizzare dal vivo un'illustrazione originale ispirata allo spettacolo. L'opera viene poi donata all'associazione nell'ambito dell'iniziativa R1PUD1A: al termine della tournée tutti i disegni, insieme ai dischi e ai fumetti di Orbit Orbit, saranno messi all'asta e il ricavato sarà destinato ai progetti di Emergency a sostegno delle vittime dei conflitti in corso. Per la tappa genovese è stato coinvolto il fumettista Andrea Ferrari, autore del disegno realizzato durante il concerto all'Arena del Mare.

Non sono mancati, ovviamente, i grandi classici del repertorio, uniti agli ultimi brani: da Il banditore a El Sendero, passando per Mica Van Gogh, Vengo dalla Luna e Ti fa stare bene, arrivando poi sul finale a far esplodere il pubblico con Fuori dal Tunnel, Jodellavitanonhocapitouncazzo e l’immancabile Vieni a Ballare in Puglia.

Chiara Orsetti

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