/ Attualità

Attualità | 30 luglio 2026, 09:36

Buridda, due anni fa lo sgombero: “Due anni di vuoto, ma non molliamo”

Il laboratorio sociale ricorda la cacciata dall'ex Magistero di corso Montegrappa. “Città piena di supermercati e priva di spazi aggregativi”

Una foto dell'ex Magistero nel giorno dello sgombero

Una foto dell'ex Magistero nel giorno dello sgombero

Due anni senza la Buridda. 

Tanto è trascorso dallo sgombero del Laboratorio Sociale Occupato dai locali dell'Università di Genova in corso Montegrappa. 

Ventiquattro mesi senza uno dei luoghi di aggregazione e comunità più importanti della città. Ma se da un lato manca lo spazio fisico, la comunità del centro sociale è ben salda e nell’anniversario della cacciata dall’ex Magistero ha scelto di affidare ai social il proprio pensiero, tracciando un bilancio amaro sul presente dell'immobile e rivendicando con forza il proprio bisogno di spazi vivi e aggregativi in città.

“Due anni di vuoto, due anni di porte chiuse, di piazzale Gagarin non vissuto. Due anni di socialità negata, di silenzio, di abbandono. Due anni di concerti non realizzati, cene non preparate, programmi radio non on line. Due anni di laboratori di circo, falegnameria, saletta djs, camera oscura e molti altri... chiusi”.

Un elenco che testimonia il peso del vuoto lasciato nel tessuto culturale e giovanile di Genova, privato di un punto di ritrovo dove, sottolineano i collettivi, era possibile “incontrarsi per progettare il futuro, creare un'alternativa e cercare altri punti di vista”.

Gli attivisti spiegano di non aver mai smesso di monitorare da vicino le sorti della loro "casa fisica" in corso Montegrappa, dove negli ultimi tempi sono comparse le impalcature e una copertura sul tetto per i lavori legati alla realizzazione del nuovo studentato universitario.

Un progetto che il Buridda bolla senza mezzi termini come un'operazione fallimentare e politicizzata: “Qualcuno ci ha fatto sapere timidamente che il progetto del famoso studentato nuovo procede ...che si realizzerà.  Il Rettore Federico Delfino intanto sta lasciando il suo magnifico rettorato all'università e il futuro dell'ateneo non ci sembra più roseo del passato che lui stesso ha compiuto nelle mura di via Balbi.  Lo sgombero della nostra realtà è sicuramente servito per dare un segnale di amicizia all'allora giunta destroide di Bucci. Ne siamo consapevoli e lo ribadiamo se non fosse già chiaro a tutti e tutte. Come con Via Bertani, all'epoca della giunta Doria e lasciato all'abbandono e al pericolo di crollo, ci ritroviamo con un edificio enorme in corso Montegrappa, vittima della speculazione universitaria.  Un fallimento per Federico Delfino, e sicuramente un fallimento per la città che si ritrova dopo due anni con sempre meno spazi sociali, piena di supermercati e locali, e senza la possibilità di costruire e immaginare una città migliore”. 

Nonostante l'amarezza per un immobile ricoperto dalle impalcature, la comunità chiude il messaggio rilanciando la propria presenza sul territorio con la solita determinazione:

“Ci manchi Buridda, ma noi non molliamo e come ci hai insegnato tu, serriamo i tentacoli per attaccare ancora. Buridda Vive!”.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium