Nel pomeriggio del 29 luglio 2026 le delegazioni genovesi di Filcams e Uiltucs hanno incontrato l'Assessore del Comune di Genova, Emilio Robotti, al quale è stato rappresentato il quadro attuale della vertenza Coin Italia.
È stata ribadita la profonda crisi che da tempo interessa l'azienda e che, nell'ambito del piano di riorganizzazione e ristrutturazione, ha già determinato la chiusura di numerosi punti vendita sul territorio nazionale, mentre altre filiali sono attualmente interessate dalla cassa integrazione straordinaria vicina alla scadenza.
Fin dall'apertura del confronto sindacale nazionale abbiamo chiesto che venissero individuate tutte le possibili soluzioni di ricollocazione del personale. Tuttavia, le forti distanze tra i diversi punti vendita presenti sul territorio nazionale rendono questa prospettiva estremamente complessa per molti lavoratori principalmente donne.
Nel corso della procedura di mobilità è stato inoltre definito che le eventuali uscite avverranno esclusivamente su base volontaria, attraverso la non opposizione al licenziamento, con particolare riferimento ai dipendenti delle filiali destinate alla chiusura.
“Nel confronto con l'Assessore – sottolineano Filcams e Uiltucs - abbiamo altresì ribadito la necessità di fare piena chiarezza sul futuro dell'azienda e sull'eventuale subentro di un nuovo soggetto imprenditoriale. Qualora, come emerso nelle ultime settimane, il nuovo partner dovesse essere Mango, abbiamo richiesto che venga garantita l'assunzione dei lavoratori coinvolti mantenendo inalterate le attuali condizioni economiche e contrattuali applicate da Coin”.
La trattativa resta aperta: il prossimo incontro nazionale, già convocato per il 4 agosto, sarà determinante per definire il numero dei lavoratori che sceglieranno volontariamente di aderire all'uscita e le ricadute sulle filiali interessate.
Filcams CGIL e Uiltucs UIL nazionali continueranno a seguire con la massima attenzione l'evolversi della vertenza, mantenendo come priorità assoluta la tutela dell'occupazione, dei diritti e della dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, compresi quelli del punto vendita di Genova XX Settembre.














