Ha tentato di dividere due detenute che si stavano azzuffando l'ispettrice di polizia penitenziaria rimasta ferita nel pomeriggio di ieri nel carcere femminile di Pontedecimo.
L'episodio si è consumato al primo piano del reparto femminile della struttura. Secondo quanto ricostruito dalla Uil Fp Polizia Penitenziaria, a far scoppiare il finimondo tra le due detenute sarebbero stati motivi sentimentali e forti attriti legati alla gelosia. Dalle parole si è passati rapidamente alle mani.
Notata la gravità della situazione, l'ispettrice è intervenuta con immediatezza per separare le contendenti e tutelarne l'incolumità, ma durante le concitate fasi dell'intervento è stata colpita a sua volta, riportando lesioni che hanno reso necessario il trasferimento in ospedale.
Visitata e medicata al pronto soccorso, la donna è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.
L'aggressione ha riacceso le proteste dei sindacati sulle condizioni gestionali dell'istituto genovese, che conta attualmente una popolazione penitenziaria composta da 81 donne e 79 uomini. Nel mirino delle sigle di categoria c'era e resta la scelta della direzione di mantenere il reparto femminile a regime aperto per undici ore consecutive, dalle 9:00 alle 20:00.
Una misura adottata per mitigare l'emergenza caldo ma che, secondo gli agenti, azzera i livelli minimi di tutela, aumenta il rischio di scontri e rende quasi impossibile garantire il controllo del territorio penitenziario. A rendere il clima ancora più teso, la denuncia del sindacato circa l'assenza di tempestivi provvedimenti disciplinari nei confronti della detenuta responsabile dell'aggressione.
Il segretario regionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani, sollecita un cambio di rotta immediato da parte dei vertici dell'amministrazione penitenziaria per evitare che la situazione precipiti definitivamente, richiamando le istituzioni alle proprie responsabilità: "Ogni aggressione ai danni di un appartenente alla polizia penitenziaria rappresenta una sconfitta dello Stato. Il personale continua a garantire il servizio con professionalità e spirito di sacrificio, ma non può essere lasciato solo. Chi ha responsabilità gestionali intervenga immediatamente: la sicurezza del personale, delle persone detenute e della collettività deve tornare a essere una priorità assoluta".














