È stato ufficialmente siglato il Protocollo di legalità per la realizzazione della Fase B della Nuova Diga Foranea di Genova, l'infrastruttura marittima di riferimento per l'intero sistema portuale italiano. L'accordo è stato sottoscritto dal Sub Commissario per la Ricostruzione di Genova Carlo De Simone e dall'Assessore con delega alle Infrastrutture e alla Nuova Diga Foranea – Fase B della Regione Liguria Giacomo Raul Giampedrone, in stretto raccordo con la Prefettura di Genova, guidata dal Prefetto Cinzia Torraco, e di Livorno, rappresentata dal Prefetto Giancarlo Dionisi.
L'intesa, adottata in continuità con quanto già operativo per la Fase A dell'opera, costituisce il presidio di prevenzione antimafia e di tutela della legalità destinato ad accompagnare l'intero ciclo di realizzazione dell'intervento: dalle procedure di gara fino all'emissione del certificato di ultimazione dei lavori.
Il principio alla base del Protocollo stabilisce un sistema di sorveglianza preventiva privo di eccezioni, in base al quale nessuna impresa, fornitore o lavoratore potrà operare all'interno del cantiere senza essere stato preventivamente censito e verificato. I controlli antimafia saranno estesi all'intera filiera – inclusi subappaltatori, subcontraenti, fornitori, noli e prestazioni intellettuali – a prescindere dall'importo economico del contratto, superando di fatto le soglie previste dalla normativa ordinaria.
Sul piano operativo, il documento introduce la verifica costante tramite la Banca Dati Nazionale Antimafia e l'iscrizione alle white list prefettizie, prevedendo clausole risolutive espresse che determinano l'immediata rescissione del rapporto contrattuale in caso di interdittiva. La piena tracciabilità di ogni euro speso sarà garantita dall'Anagrafe degli esecutori, una banca dati informatica incaricata di censire soggetti, contratti e coordinate dei conti correnti dedicati.
La gestione quotidiana delle attività sarà monitorata attraverso il Settimanale di cantiere, un prospetto inviato ogni settimana anche alle Casse Edili con l'indicazione di tutte le imprese presenti, dei mezzi e dei nominativi dei lavoratori impiegati. L'accesso all'area sarà regolato da tessere di riconoscimento obbligatorie per il personale e dall'identificazione di targa e proprietà di ogni automezzo. A tutela dell'occupazione e della sicurezza, un Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera opererà insieme all'Ispettorato Territoriale del Lavoro e ai sindacati per prevenire lo sfruttamento e verificare la regolarità contributiva, affiancato dalle attività sul campo della Cabina di regia e del Gruppo Interforze coordinati dalle Prefetture. L'impianto è completato da un rigoroso sistema sanzionatorio progressivo e dall'obbligo per le imprese di denunciare immediatamente ogni tentativo di estorsione o condizionamento illecito.
Sull'importanza strategica dell'intesa è intervenuto l'Assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone: “La Nuova Diga Foranea è l’infrastruttura marittima più importante in costruzione nel nostro Paese e la Fase B ne rappresenta il completamento decisivo. Regione Liguria ha voluto che accanto alla qualità tecnica e alla certezza dei tempi ci fosse, fin dal primo giorno, un presidio di legalità tra i più avanzati d’Italia. Questo Protocollo blinda il cantiere rispetto a ogni tentativo di infiltrazione e tutela chi lavora onestamente: è una garanzia per il porto, per Genova e per tutta la Liguria”.
A ribadire il valore operativo del presidio antimafia è stato anche il Sub Commissario Carlo De Simone: “La legalità non è un adempimento formale: è la condizione che rende possibile realizzare un’opera di questa portata bene e nei tempi previsti. Con la firma di oggi estendiamo alla Fase B un modello di controllo che ha già dimostrato la sua efficacia: ogni impresa verificata prima di entrare in cantiere, ogni flusso finanziario tracciato, ogni lavoratore identificato. È il modo più concreto per proteggere l’opera, le imprese sane e il lavoro regolare, e per assicurare ai cittadini che ogni risorsa pubblica investita nella nuova diga sia spesa in modo trasparente”.
















