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Cultura e spettacoli | 10 agosto 2026, 07:55

‘Mare Nero’ di Marco Ansaldo: dentro uno scenario di guerra c’è un passato glorioso fatto di grande cultura

Nuovo libro per l’inviato di ‘Repubblica’, oggi presidente del MuMa a Genova: “Forse dovremmo tornare a usare i metodi antichi per riuscire a convincere e non a sopraffare”

Marco Ansaldo, autore del libro 'Mare Nero' edito da Marsilio

Marco Ansaldo, autore del libro 'Mare Nero' edito da Marsilio

Geopolitica, miti, leggende e grande letteratura dialogano in una forma inattesa e profonda nel libro che Marco Ansaldo, giornalista genovese e attualmente presidente del MuMa, ovvero l’Istituzione dei Musei del Mare e della Navigazione, ha dedicato al ‘Mare Nero’, centro del conflitto tra Russia Ucraina, ma anche crocevia di interessi mondiali. 

Pubblicato da Marsilio, non è semplicemente un saggio di attualità, ma un titolo da portare con sé in questa estate se si vuole conoscere più a fondo la storia e la realtà di luoghi svuotati in molti casi del loro valore, distrutti come se fossero nulla. ‘Mare Nero - Sei paesi, le leggende, la guerra’ è composto da 208 pagine e costa 18 euro.

“Dopo la guerra fra Russia e Ucraina era inevitabile che mi occupassi di Mar Nero. Ho voluto radunare tutti i miei pensieri, gli incontri, non i reportage, sui sei paesi rivieraschi del Mar Nero, quindi BulgariaGeorgiaRomaniaRussiaTurchiaUcraina, più due entità fluide ma importanti, come la Crimea e l’Abkhazia. Però il libro non è giocato esclusivamente sul piano delle relazioni internazionali, ma su tre livelli diversi: il primo è chiaramente quello della geopolitica. Il secondo è quello dell’attenzione ai miti e alle leggende ed ecco perché il sottotitolo del libro è ‘Sei paesi, le leggende, la guerra’”, racconta Ansaldo, inviato speciale di ‘Repubblica’ per trent’anni, vaticanista, esperto di Turchia e Medioriente, attuale presidente dei Musei del Mare a Genova, dove ha presentato recentemente il volume nell’edizione 2026 di Ulissefest.

“Ognuno di questi paesi è intriso di miti e leggende antiche. La Georgia non è altro che l’antica Colchide, la terra di Prometeo, la terra di Medea, la terra dove arrivarono gli Argonauti descritta da Apollonio Rodio. Leggende mitiche che oggi vengono ricordate e che hanno una valenza molto importante per tutte quelle popolazioni. Il terzo piano invece è quello della grande letteratura, perché se prendiamo proprio i due paesi in guerra abbiamo scrittori ucraini o di origine ucraina che sono straordinari, da Gogol Babel, da Vasilij Grossman a Bulgakov, e poi naturalmente ci sono i grandi russi come CechovPuskin e Brodskij. Pensiamo al primo Tolstoj che con ‘I racconti di Sebastopoli’ proprio in Crimea si misurò come autore, in guerra da soldato, beh allora è tutto un altro sapore. Come fai ad affrontare queste zone di guerra ignorando la grande letteratura di quei luoghi? Questo vale anche per la Romania, per la Turchia e tutti gli altri paesi”, afferma Ansaldo.

Il Mar Nero è stato anche scenario di espansione dei domini commerciali genovese e veneziano nel Medioevo da cui possiamo trarre oggi qualche lezione, spiega l’autore del libro. 

Venezia e Genova sono state grandi protagoniste per due secoli, grosso modo fra il 1275 e il 1475, usando metodi pacifici. Riuscirono a dominare le zone di allora, il Mar NeroCostantinopoli, in una maniera molto intelligente con il commercio che è un’altra forma di cultura, di confronto tra i popoli e con la diplomazia che serve a trovare dei punti di contatto. Forse dovremmo tornare a usare i metodi antichi per riuscire a convincere e non a sopraffare. Non è detto che tu debba per forza regalare delle pistole, come ha fatto Erdogan, agli altri capi di Stato della Nato per dare un messaggio e dire ‘io sono un leader forte come tutti voi e quindi credo nell'uso della forza’. Ci sono altre forme di persuasione, ci sono altre forme di convivenza. Beninteso, io sono molto favorevole alla difesa, è importantissima, se Zelensky non avesse avuto l’aiuto da parte occidentale sarebbe stato spazzato nel giro di pochi giorni. Ma viviamo in un mondo orrendo - non che quello che ha portato alla Seconda guerra mondiale fosse migliore - in cui la sopraffazione, l’arroganza, il metodo sistematico della forza diventano i cardini che molti Stati usano per imporsi e difatti ne vediamo i risultati. C’è un leader che pretende di ottenere il Nobel per la Pace che ha fatto scoppiare più guerre lui nel giro dell’ultimo anno e mezzo che tanti altri nel corso di decenni. Ce ne sono tanti altri, non c’è soltanto Trump. Vediamo i venti di guerra che diventano sempre più possibili ahimé fra Israele e la Turchia”. 

Cosa si può fare? “Credo che noi dovremmo sapere bene da che parte della barricata stare nel momento decisivo del voto. E credo che questo, se parliamo degli Stati Uniti, gli elettori americani l’abbiano capito, la lezione servirà. Ho voluto portare i miei viaggi, molti di lavoro, anche alcuni di piacere dentro il libro. Il viaggio è sicuramente un arricchimento che è soltanto pari a quello di una bella grande lettura, le due cose vanno di pari passo”.

Redazione La Voce di Genova

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