/ Cultura e spettacoli

Cultura e spettacoli | 07 agosto 2026, 08:00

"Calde le pere", l'ultimo romanzo di Francesco Guccini: l'opera postuma in uscita a settembre

Scritto negli ultimi giorni di vita del cantautore, il libro edito da Giunti è un omaggio ai luoghi dell'Appennino, al fiume Reno e alla ricchezza del dialetto

Foto via Facebook

Foto via Facebook

Uscirà a inizio settembre per Giunti Editore "Calde le pere. Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla", l'opera postuma a cui Francesco Guccini, scomparso ieri all'età di 86 anni, ha lavorato fino agli ultimi giorni della sua vita. 

Il romanzo prende spunto dalle annotazioni di un antico brogliaccio che racchiude racconti popolari ambientati lungo il fiume Reno, tra cui le vicende di una ragazza in bicicletta e di una giovane che scopre di essere incinta dopo un bagno nel bacino balneabile di Casalecchio.

Strutturato in quadri arricchiti da didascalie ironiche che evocano lo stile di autori amati da Guccini come Sterne e Jerome, il testo si sviluppa a partire da un colpo di scena narrativo. L'opera rappresenta un profondo omaggio al territorio d'origine dell'artista, rievocando la natura dell'Appennino attraverso i termini dialettali pavanesi e celebrando il corso del Reno come elemento centrale della sua vita e della sua produzione.
Nelle sue ultime dichiarazioni dedicate al volume, Guccini presentava così lo spirito dell'opera: "Nel racconto c’è anche un omaggio a Pavana, quando mi abbandono all’immaginazione poetica della brezza che dalla sorgente del Reno sull’Appennino pistoiese spira attraverso boschi e prati: lì ho voluto nominare erbe, fiori e frutti con gli stessi termini pavanesi che si ritrovano nelle Cronache epafàniche e in Tralummescuro, perché le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose. È importante per me conservare le parole del dialetto, salvare tutti quei nomi. Il Reno, poi, è il fiume della mia vita, che ho fatto protagonista di tante mie canzoni... Se ci penso, è l’altro asse che incrocia quello della Via Emilia: forse, disteso in quel fiume, con la testa tra i prati di Pavana, i piedi verso Modena e Bologna, le braccia ad abbracciare i boschi, ci sono anche io".

La pubblicazione completa un percorso narrativo che ha visto il cantautore affiancare alla musica una prolifica attività letteraria. Dai celebri gialli scritti insieme a Loriano Macchiavelli (tra cui Tempo da Elfi, Che cosa sa Minosse? e Vola Golondrina) alle opere evocative come Tralummescuro (Premio Selezione Campiello 2019), fino ai più recenti volumi Come eravamo e Romeo e Giulietta 1949, Guccini ha coltivato con passione il valore della memoria e della parola scritta.

A ricordarne la figura umane e l'incrollabile fede nella scrittura sono stati Antonio Franchini e Giulia Ichino di Giunti Editore: "Francesco è stato un grande uomo anche per il modo in cui ha vissuto il successo, lasciandoselo scivolare addosso, continuando a pensare di testa sua anche quando gli affibbiavano etichette che non corrispondevano al suo pensiero democratico, libero e liberale. Come ogni grande scrittore, Guccini ha scritto una sola storia, sempre la stessa, sempre più bella e potente, che dalle sue canzoni trascorre nei suoi romanzi e nell’ultimo, commosso racconto di prossima uscita trova la sua strofa più struggente: ma, con degno colpo di fioretto à la Cyrano, lo struggimento è contemperato da un titolo che solo lui poteva scegliere. Il motto misterioso e sensuale 'Calde le pere!'".

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium